Eredità lasciata da un genitore: quante tasse si pagano?

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Il figlio deve pagare le imposte di successione solo se l’asse ereditario a lui lasciato è superiore a un milione di euro. Vediamo come avviene il calcolo del valore dell’eredità ed entro quanto tempo bisogna versare le tasse all’Agenzia delle Entrate.

Quando si riceve un’eredità da un genitore, è necessario affrontare diverse questioni legali e fiscali, tra cui il pagamento dell’imposta sulle successioni. Di seguito, spiegherò come si calcola questa imposta, come deve essere liquidata, entro quanto tempo e come si determina il valore dell’asse ereditario. Scopriremo quante tasse si pagano sull’eredità lasciata da un genitore e comprenderemo perché l’Italia è, di fatto, un “paradiso fiscale” per chi vive della rendita degli immobili del padre e/o della madre. Ma procediamo con ordine.

Quanto è tassata l’eredità ricevuta da un genitore?

Prima di addentrarci in ambienti tecnici e di spiegare come funziona l’imposta sulle successioni, forniremo subito i dati pratici: un figlio che riceve un’eredità da un genitore non deve versare alcuna imposta se il valore dei beni a lui destinati non supera 1 milione di euro, al netto dei debiti pendenti sulla successione.

Se invece la quota supera tale soglia, l’imposta sulle successioni è pari al 4% dell’eccedenza. Così, ad esempio, se un padre lascia al figlio tre case il cui valore complessivo è di 1.500.000 €, l’imposta sarà pari al 4% di 500.000 €.

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In questo modo la legge prevede una soglia di esenzione che vale indipendentemente dal reddito dell’erede e del de cuius.

Questa soglia si eleva a 1,5 milioni di euro se l’erede è portatore di un grave handicap certificato ai sensi della legge 104/1992.

Oltre all’imposta di successione sono tuttavia dovute:

  • l’imposta di registro sui trasferimenti di immobili, pari al 9% o, se prima casa, pari al 2%;
  • l’imposta ipotecaria e catastale (50 € ciascuna se prima casa; altrimenti in misura proporzionale pari rispettivamente al 2% e all’1%).

Naturalmente, bisognerà poi sostenere i costi del notaio: la presenza di quest’ultimo è necessaria se la successione presenta beni immobili, al fine di garantire la continuità delle trascrizioni nei Pubblici Registri Immobiliari.

Come funziona l’imposta sulle successioni

L’imposta sulle successioni è dovuta dagli eredi e dai legatari per i trasferimenti di beni e diritti per causa di morte.

La base imponibile è costituita dal valore globale netto dell’asse ereditario, determinato sottraendo dall’attivo ereditario le passività deducibili.

L’attivo ereditario comprende tutti i beni e i diritti che formano oggetto della successione, esclusi quelli non soggetti all’imposta (Risposta n. 457 del 31/10/2019]. Devono essere indicati nella dichiarazione di successione:

  • i beni immobili e i diritti reali immobiliari (ad es. l’usufrutto), con il loro valore catastale;
  • i beni mobili, le partecipazioni societarie, i crediti e le altre attività finanziarie;
  • le eventuali donazioni effettuate in vita dal defunto, ai fini della determinazione delle quote di riserva e dell’eventuale collazione.

Le passività deducibili comprendono invece i debiti del defunto esistenti alla data di apertura della successione, le spese mediche e funerarie e altri oneri previsti dalla legge.

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Calcolo dell’imposta

L’imposta si applica sul valore delle quote ereditarie o dei legati, al netto dei legati e degli oneri che li gravano.

Le aliquote variano in base al grado di parentela con il defunto:

  • 4% per il coniuge e i parenti in linea retta (genitori, nonni, figli, nipoti), con una franchigia di 1.000.000 di euro per ciascun beneficiario. In pratica, il 4% si applica sul valore che eccede il milione di euro;
  • 6% per i fratelli e le sorelle, con una franchigia di 100.000 euro. Anche in questo caso, quindi, l’aliquota si applica sul valore della successione che supera i 100mila euro;
  • 6% per gli altri parenti fino al quarto grado e gli affini in linea retta e collaterale fino al terzo grado, senza franchigia;
  • 8% per gli altri soggetti, senza franchigia.

Se il beneficiario è una persona con disabilità grave riconosciuta ai sensi della legge n. 104/1992, la franchigia è elevata a 1.500.000 euro.

Presentazione della dichiarazione di successione

La dichiarazione di successione deve essere presentata all’Agenzia delle Entrate entro 12 mesi dalla data di apertura della successione, che coincide con la data del decesso. Sono obbligati a presentarla:

  • gli eredi e i legatari, o i loro rappresentanti legali;
  • gli immessi nel possesso temporaneo dei beni dell’assente;
  • gli amministratori dell’eredità, i curatori delle eredità giacenti e gli esecutori testamentari.

Liquidazione e pagamento dell’imposta

L’imposta deve essere liquidata direttamente dal contribuente: non è più necessario quindi attendere la notifica dell’avviso di liquidazione da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Gli eredi sono solidalmente responsabili del pagamento dell’imposta, ciascuno nei limiti del valore della propria quota ereditaria.

Non deve versare alcuna imposta chi rinuncia all’eredità.

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Invece, in caso di accettazione con beneficio d’inventario, l’erede risponde dell’imposta nei limiti del valore dei beni a lui pervenuti.

Imposte ipotecarie e catastali

Oltre all’imposta sulle successioni, sono dovute le imposte ipotecarie e catastali per la trascrizione e la voltura degli immobili ereditati. Queste imposte sono autoliquidate dagli eredi e devono essere versate contestualmente alla presentazione della dichiarazione di successione.

L’imposta ipotecaria è pari 2% del valore degli immobili ma se si tratta della “prima casa” l’importo è di 50 euro.

L’imposta catastale è dell’1% del valore degli immobili, ma se si tratta della “prima casa” l’importo è di 50 euro.

Conclusioni

In sintesi, per determinare le tasse da pagare su un’eredità lasciata da un genitore, è necessario:

  • determinare il valore dell’asse ereditario, includendo tutti i beni e i diritti del defunto e sottraendo le passività deducibili;
  • calcolare l’imposta sulle successioni applicando le aliquote previste in base al grado di parentela e tenendo conto delle franchigie spettanti;
  • presentare la dichiarazione di successione entro 12 mesi dalla data del decesso. Tale adempimento non costituisce accettazione tacita dell’eredità;
  • liquidare e pagare l’imposta entro i termini di legge;
  • versare le imposte ipotecarie e catastali per gli immobili ereditati.



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