Banca Progetto, Centerbridge Partners fa causa a Oaktree: “L’acquisizione è nulla” 


di Sergio Governale

La società di investimento globale Centerbridge Partners ha avviato un’azione legale per rescindere l’accordo vincolante di acquisizione di Banca Progetto, commissariata da Banca d’Italia lo scorso  18 marzo (si veda altro articolo di BeBeez), sottoscritto  nel settembre 2024 con il venditore, cioé il fondo statunitense Oaktree Capital Management (si veda altro articolo di BeBeez). Lo scrive Bloomberg, precisando che il ricorso è stato presentato attraverso Red UK Holdco Ltd, un veicolo di Centerbridge, che ha depositato presso un tribunale di Londra una richiesta per l’annullamento immediato del contratto.

Microcredito

per le aziende

 

Secondo la documentazione depositata lo scorso 5 marzo, Centerbridge sostiene infatti che l’accordo non sia più valido, poiché Banca Progetto non ha rispettato le condizioni concordate. In particolare, la banca non avrebbe risolto le “carenze relative ai controlli antiriciclaggio” prima della firma dell’intesa.

La situazione si è poi aggravata poco dopo la firma, quando un tribunale di Milano ha posto l’istituto di credito sotto amministrazione giudiziaria su richiesta dell’autorità antimafia italiana (si veda altro articolo di BeBeez). L’operazione si è resa necessaria in seguito alle accuse secondo cui Banca Progetto avrebbe concesso prestiti garantiti dallo Stato a società indirettamente legate alla ’ndrangheta, la potente organizzazione criminale calabrese. Centerbridge ritiene che questi sviluppi dimostrino la violazione dei termini contrattuali, giustificando così l’annullamento dell’accordo.

Oaktree ha acquisito la banca circa un decennio fa, quando era nella fase iniziale della propria attività e si chiamava Banca Popolare Lecchese (si veda altro articolo di BeBeez). Al momento dell’acquisto, il portafoglio prestiti dell’istituto ammontava a circa 50 milioni di euro. Tuttavia, con la pandemia e il conseguente sostegno del Governo italiano alle imprese, la banca ha espanso rapidamente le sue operazioni, raggiungendo 7,6 miliardi di euro di impieghi alla fine del 2023, secondo quanto reso noto a settembre.

Nonostante questa crescita, l’audit interno di Banca Progetto ha evidenziato “carenze organizzative” nei processi di concessione del credito e nei meccanismi di prevenzione del riciclaggio di denaro. Secondo Centerbridge, queste criticità mettevano la banca a rischio di non riuscire a prevenire “reati di frode allo Stato”.

Prestito condominio

per lavori di ristrutturazione

 

A seguito della decisione del tribunale di Milano, la Banca d’Italia ha avviato un’indagine che ha portato all’imposizione di un’amministrazione straordinaria, come detto, il 18 marzo scorso (si veda altro articolo di BeBeez). Questa misura ha determinato la rimozione del consiglio di amministrazione della banca e potrebbe preludere a una ristrutturazione o alla liquidazione dell’istituto. Palazzo Koch ha adottato una “misura di intervento precoce” con l’obiettivo di “garantire un’adeguata vigilanza” e “ripristinare le condizioni di una gestione sana e prudente”, come fatto sapere da Banca Progetto.

Ricordiamo che Lodovico Mazzolin e Livia Casale sono stati nominati commissari straordinari, mentre Domenico Posca, Nicola Marotta e Francesco De Santis sono stati scelti quali componenti del comitato di sorveglianza. Alla fine di febbraio l’ex amministratore delegato Paolo Fiorentino si era dimesso all’indomani della presentazione al Tribunale del Piano di rafforzamento della banca “per ragioni personali” (si veda altro articolo di BeBeez). Al suo posto il 13 marzo è stato nominato Andrea Varese (si veda qui il comunicato stampa di allora).

Ricordiamo ancora che la banca è finita nel mirino degli inquirenti per i rapporti con alcuni soggetti legati alla ‘ndrangheta. In particolare, le indagini del pm Paolo Storari e Silvia Bonardi avrebbero svelato che diverse società indirettamente gestite da persone vicine a esponenti malavitosi di Legnano/Lonate Pozzolo  avrebbero beneficiato di finanziamenti erogati dalla banca, assistiti da garanzie del Fondo Centrale di Garanzia Pmi gestito da MCC.

Per quanto riguarda i risultati relativi al 2023 (si veda altro articolo di BeBeez), l’istituto aveva chiuso l’esercizio con nuovi finanziamenti alle imprese per 2,8 miliardi di euro (+4% dal 2022, raggiungendo un saldo totale di 6,9 miliardi), acquisti pro-soluto di crediti IVA a 196 milioni di euro (+100%). Mentre la nuova linea di servizi factoring, lanciata nel corso del primo semestre 2023, aveva raggiunto circa 194 milioni di euro, a fronte di una raccolta totale da conti di deposito in Italia, Germania, Spagna e Olanda per circa 5,4 miliardi (da 4,4 miliardi) e di 1,7 miliardi raccolti attraverso quattro operazioni di cartolarizzazione con sottostante portafogli di finanziamenti erogati dalla banca a pmi italiane e garantiti dal Fondo Centrale di Garanzia e da SACE, di cui l’ultima chiusa a inizio dicembre 2023 (si veda altro articolo di BeBeez). Inoltre, il bilancio si era chiuso con un utile netto di 72 milioni di euro (+38,3%) un ROE rettificato del 30% e un cost/income ratio rettificato del 30% (34% nel 2022) e, sul fronte patrimoniale, con un totale attivo di  8,5 miliardi di euro (da 6,7 miliardi), un CET 1 Ratio al 17,4% (dal 17,2%).

Banca Progetto, Oaktree Capital Management e Centerbridge
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