Si è svolto ad Oristano, nei locali dell Hostel Rodia, il 3° Congresso di First Cisl Banco di Sardegna, il quale ha rinnovato il consiglio direttivo che ha poi eletto la nuova segreteria. Filippo Antonio Roberto Fiori (noto Roberto) è stato confermato nell’incarico di Segretario responsabile della Sas di Complesso. Con lui nella rinnovata segreteria, Antonella Manca, Efisio Paulis, Salvatore Porcu e Alberto Staffa.
Alla presenza del Segretario generale First Cisl Sardegna, Ettore Erriquez, che ha condotto i lavori congressuali e al Segretario generale First Cisl Gruppo Bper, Emilio Verrengia, che ne ha condiviso l’ufficio di presidenza, il Congresso ha rappresentato un’importante occasione per analizzare e approfondire sia le questioni tipicamente aziendali che le tematiche più ampie del settore del credito, in particolare in Sardegna.
“Il Congresso – ha dichiarato Fiori – ha rinnovato la fiducia alla classe dirigente che in questi difficili anni di trasformazione del sistema bancario ha saputo affrontare temi difficili come la desertificazione bancaria, le pressioni commerciali e difendendo la professionalità delle colleghe e dei colleghi del Banco di Sardegna”.
Il Banco di Sardegna è una ‘legal entity’ vivace e profittevole, che pur avendo visto ridurre la propria presenza in termini di strutture e dipendenti, seguendo un trend tipico di tutto il settore, mantiene all’attivo circa 1.900 dipendenti e 270 filiali. Certamente rappresenta in Sardegna la realtà largamente più importante, quella che mantiene una direzione generale, pur all’interno di un gruppo importante come Bper Banca, che ormai è salito ai vertici del sistema bancario nazionale e tende a crescere ulteriormente.
Nella relazione del segretario generale, con un’attenta e precisa disamina della situazione della banca negli ultimi tre anni, si sono affrontati temi di grande rilievo per gli operatori del settore ma anche per i clienti delle banche e in genere la popolazione della Sardegna.
Si tratta di questioni che attengono al fenomeno della desertificazione bancaria, della digitalizzazione e dell’intelligenza artificiale, argomenti oggetto di numerosi studi di First Cisl e Fondazione Fiba e ripresi non solo nella relazione di segreteria ma anche negli interventi di Emilio Verrengia – che ha evidenziato la quantità e la qualità importanti degli accordi sindacali sottoscritti in Bper anche grazie ai rappresentanti sardi – e in quello conclusivo di Ettore Erriquez.
Per Verrengia, “il Banco di Sardegna è un istituto di credito importante per lo sviluppo e la tutela sociale ed economica del territorio perché rappresenta un baluardo per respingere la desertificazione dei territori, tema a cui First Cisl rivolge particolare attenzione”.
Quella dei lavoratori bancari è una categoria che numericamente si sta riducendo e che è sottoposta a pressioni commerciali di ogni tipo, in cui sempre meno persone devono fronteggiare sempre maggiori richieste di risultati economici.
Il fenomeno drammatico della desertificazione bancaria si inserisce nel più ampio fenomeno della desertificazione delle reti dei servizi e incide ulteriormente in maniera pericolosa sul corrispondente fenomeno, quello dello spopolamento dei territori soprattutto della fascia centrale e interna dell’isola, spesso aggravandolo.
È stata richiamata l’importanza di una grande attenzione collettiva sul tema del credito, elemento imprescindibile per favorire e sostenere una propulsione funzionale allo sviluppo economico complessivo che First Cisl sta promuovendo per la Sardegna dando forte sostegno alle iniziative della Cisl sarda. La questione non è solo sindacale, ma è ormai anche e soprattutto un tema politico ampio. La richiesta è dunque che la politica si attivi in maniera importante contro quella che appare come una disintegrazione del settore credito in Sardegna, materia che lo Statuto speciale sardo assegna alla competenza del governo regionale.
“Un rilancio economico della Sardegna – ha concluso Ettore Erriquez – deve passare, fra le altre cose, anche attraverso un sistema di credito locale che contribuisca a fare da polo di attrazione e sviluppo in un ambito progettuale più ampio, che stimoli le energie locali e quindi anche le banche, locali e nazionali, affinché non si limitino ad adattarsi alla realtà esistente ma siano promotrici e fautrici di sviluppo”.[/vc_column_text]
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