Al Maria Cecilia Hospital un macchinario per la radiochirurgia di ultima generazione

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La clinica di Cotignola era l’unica in regione a disporre di un apparecchio “Gamma Knife”, distrutto dall’alluvione. Oggi presenta il primo modello “Esprit” in Italia, tornando ad essere un punto di riferimento per i trattamenti stereotassici

A circa due anni dall’alluvione che aveva reso inutilizzabile l’unica apparecchiatura “Gamma Knife” presente in Regione, il Maria Cecilia Hospital di Cotignola torna a essere un punto di riferimento per la radiochirurgia stereotassica, necessaria al trattamento di tumori cerebrali e oculari.
Oggi l’ospedale si è dotato della più avanzata apparecchiatura disponibile in Italia, l’ultima versione del macchinario dedicato al trattamento mininvasivo delle lesioni intracraniche tumorali e vascolari: la clinica ospita quindi l’unico modello Esprit disponibile attualmente Italia che, grazie a una eccezionale precisione, consente di trattare anche la più piccola lesione intracranica escludendo i tessuti sani circostanti senza ricorrere alla chirurgia aperta e con maggiore beneficio per il paziente.

Il trattamento consente di intervenire su tumori cerebrali benigni e maligni, metastasi, malformazioni vascolari artero-venose, cavernomi, tumori oculari e patologie funzionali come nevralgia trigeminale e cefalea a grappolo. Grazie a un ventaglio di fasci radianti che assicurano una precisione millimetrica, viene irradiato selettivamente il bersaglio intracranico (la porzione di tessuto malata) con un “effetto chirurgico” preservando i tessuti sani del cervello. Dall’introduzione della prima Gamma Knife la strumentazione si è progressivamente arricchita di nuove funzionalità: il nuovo modello in uso a Maria Cecilia Hospital è infatti dotato di una mini telecamera stereotassica Cone Beam, integrata con un sistema di imaging e di gestione del movimento involontario anche minimo del paziente che consentono verifiche di qualità e il monitoraggio della corretta posizione durante tutto il trattamento senza ripetuti trasferimenti in radiologia; di un software per la pianificazione di trattamenti personalizzati e di 192 fasci radianti a bassa intensità per colpire il bersaglio da trattare in maniera estremamente precisa. Un nuovo casco stereotassico molto leggero consente l’appoggio della testa senza ostacoli mentre la maschera termo-retraibile agevola i trattamenti che necessitano di diverse sessioni.

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Inoltre, l’erogazione silenziosa del trattamento, unitamente alla possibilità di connettere l’apparecchiatura a dispositivi personali per ascoltare la playlist di musica e podcast preferiti, contribuisce a creare un’atmosfera rilassante che agevola il benessere del paziente, sia adulto che pediatrico.

«La Gamma Knife rappresenta una rivoluzione nel trattamento di patologie tumorali e vascolari che in passato erano considerate incurabili o che venivano affrontate chirurgicamente con rischi elevati ed esiti incerti – spiega il dottor Enrico Motti Coordinatore dell’Unità Operativa di neurochirurgia della clinica -. La microchirurgia ha certamente ancora un ruolo insostituibile importantissimo, ogni qualvolta sia indispensabile rimuovere in tempi rapidi una massa in espansione in aree vitali o impedire un’emorragia imminente, ma quando possibile, ad ogni età, si evita la craniotomia eliminando non solo il trauma chirurgico, ma raggiungendo spesso maggiori percentuali d’efficacia rispetto all’approccio tradizionale e riducendo o eliminando molti limiti della microchirurgia oltre alle recidive tipiche della neurochirurgia».

Di norma il trattamento richiede una singola seduta e si articola in 4 fasi: l’immobilizzazione della testa mediante casco stereotassico o maschera termo-retraibile; l’acquisizione spaziale del bersaglio in metodica d’immagine digitale (RM, TAC, PET) trasportata nel campo di trattamento; l’identificazione delle strutture anatomiche circostanti con la gerarchia della loro funzionalità ed importanza; l’approntamento di “un volume virtuale” che aderisce come una “calza” al bersaglio da “eliminare”, con irradiazione selettiva altrettanto sagomata.

La seduta può durare da poche decine di minuti o 1-2 ore a seconda del volume e della forma della lesione, con ricovero il giorno precedente e dimissione il successivo, rispetto ai 4-7 giorni di degenza media dopo un intervento neurochirurgico, e il paziente può tornare subito alle proprie attività.

I risultati del trattamento con Gamma Knife si verificheranno nel corso dei 3 anni successivi, durante i quali una particolare attenzione viene dedicata dal team ai controlli periodici a breve e lunga scadenza: al momento delle dimissioni, viene suggerito uno schema di verifiche periodiche che documentino l’obiettiva evoluzione della malattia trattata riconoscendo per tempo l’eventuale insorgenza di complicanze o effetti indesiderati.

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