Aleksei Andriunin, fondatore del crypto-exchange Gotbit, è stato estradato negli USA dal Portogallo e si è presentato davanti alla corte federale di Boston. Per lui, Gotbit e altri due dei suoi direttori, Fedor Kedrov e Qawi Jalili, l’accusa è di manipolazione del mercato e cospirazione fraudolenta.
Gotbit: il fondatore del crypto-exchange è ora processato negli USA
Aleksei Andriunin, fondatore del crypto-exchange Gotbit, è stato estradato negli USA lo scorso 25 febbraio, dopo che era in stato di arresto in Portogallo dall’8 ottobre 2024.
Ora, Andriunin si è presentato davanti alla corte federale di Boston e gli è stata ordinata la detenzione, in attesa della prossima udienza.
L’accusa nei suoi confronti, oltre che Gotbit e altri due suoi direttori Fedor Kedrov e Qawi Jalili, è di manipolazione del mercato e frode telematica.
Si tratta di una vera e propria associazione a delinquere che avrebbe visto Andriunin, il 26enne russo residente in Portogallo, avere un ruolo cruciale.
E infatti, tra il 2018 e il 2024, il noto “market maker” di Gotbit avrebbe fornito servizi di manipolazione del mercato per creare un volume di scambi artificiali per diverse società di criptovalute, comprese quelle situate negli Stati Uniti.
In un’intervista ad Andriuin del 2019, il CEO e fondatore di Gotbit avrebbe proprio descritto il modo in cui ha sviluppato un codice per il “wash trade” delle criptovalute. In pratica, tale codice avrebbe gonfiato artificialmente il volume degli scambi allo scopo di ottenere delle crypto quotate su CoinMarketCap e scambiate su crypto-exchange più grandi.
Sia Andriunin che Jalili (direttore delle vendite di Gotbit) e Kedrov (direttore del market making di Gotbit), avrebbero commercializzato queste tattiche di wash trading a potenziali clienti.
Ad ogni modo, Gotbit avrebbe effettuato operazioni di wash trading per un valore di milioni di dollari per conto dei clienti, e avrebbe ricevuto decine di milioni di dollari di proventi in relazione a questi servizi fraudolenti. Andriunin avrebbe trasferito milioni di dollari di proventi di Gotbit sul suo conto personale di Binance.
Gotbit: il fondatore del crypto-exchange rischia fino a 20 anni di carcere
Dietro le attuali accuse contro il fondatore e i due direttori di Gotbit, ci sono le relative pene.
E infatti, per frode telematica, gli accusati potrebbero rischiare fino a 20 anni di carcere, fino a tre anni di libertà vigilata
Per quanto riguarda l’associazione a delinquere finalizzata alla manipolazione del mercato e alla frode telematica, la pena è di fino a cinque anni di carcere, fino a tre anni di libertà vigilata.
In entrambi i casi, c’è in ballo anche una multa fino a 250.000 dollari o il doppio del guadagno o della perdita lorda del reato, restituzione e confisca.
Il presente caso fa riferimento a quanto accaduto lo scorso ottobre 2024, quando l’agenzia del governo USA aveva creato un finto token per smascherare alcune frodi crypto.
In pratica, con NexFundAI, la società crypto delle forze dell’ordine ed il suo token ERC-20 appena lanciato, aveva contattato alcuni trader per manipolare il mercato, e questi l’avrebbero accontentata.
Dalle varie conversazioni, sono emerse 18 entità (3 società crypto e 15 individui) che sono stati poi accusati per aver operato a livello internazionale per frodare investitori con manipolazioni diffuse sui mercati crypto.
Le tre società erano Gotbit Consulting LLC, ZM Quant Investment LTD e CLS Global FZC, LLC. Tra i 15 individui, poi, emergono Aleksei Andriunin, Fedor Kedrov e Qawi Jalil di Gotbit.
La tecnica del wash trading
In generale, il wash trading è per definizione una tecnica di manipolazione del mercato.
Nello specifico, le piattaforme agiscono simultaneamente, vendendo e comprando molte crypto, e così facendo incrementano i volumi sugli exchange, apparendo agli occhi di terzi una valida piattaforma dove c’è molta attività e liquidità.
Già nel lontano 2019, la tecnica di wash trading aveva cominciato a dilagare nel settore delle criptovalute.
E infatti, una nuova ricerca di quel momento aveva analizzato 24 exchange, mostrando che solo 4 erano sinceri nel dichiarare i loro veri volumi delle proprie piattaforme.
Al contrario, 10 exchange avrebbero falsificato i loro volumi fino al 70% e altri 10 avrebbero falsificato per meno del 50%.
Questa ricerca ha analizzato ben 24 exchange, di cui solo 4 appaiono sinceri nel dichiarare i veri volumi delle proprie piattaforme; ben 10 exchange hanno invece falsificato i loro volumi fino al 70%, mentre i restanti 10 hanno falsificato meno del 50%:
Questa ricerca ha analizzato ben 24 exchange, di cui solo 4 appaiono sinceri nel dichiarare i veri volumi delle proprie piattaforme; ben 10 exchange hanno invece falsificato i loro volumi fino al 70%, mentre i restanti 10 hanno falsificato meno del 50%:
Il wash trading è stato considerato illegale nella maggior parte delle giurisdizioni.
Questa ricerca ha analizzato ben 24 exchange, di cui solo 4 appaiono sinceri nel dichiarare i veri volumi delle proprie piattaforme; ben 10 exchange hanno invece falsificato i loro volumi fino al 70%, mentre i restanti 10 hanno falsificato meno del 50%:
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