Pensioni: non lasciare soldi all’INPS, ecco la domanda per recuperare 5 anni di arretrati

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Da tempo si sente parlare costantemente di diritti inespressi, ossia di somme aggiuntive ed emolumenti sulle pensioni che, senza le opportune richieste da parte dei pensionati, vengono perduti. In questo modo, l’INPS finisce per pagare pensioni inferiori a quelle che realmente spettano.

I diritti inespressi, dunque, si traducono in mancate opportunità e mancati incassi per i pensionati, nonostante spetterebbero di diritto. Uno dei casi meno noti ma più diffusi è quello dell’assegno di vedovanza: un incremento della pensione di reversibilità per i vedovi che sono anche invalidi, il quale evita di lasciare somme all’INPS e consente di recuperare perfino 5 anni di arretrati.

“Salve, volevo capire se era vero che a mia madre, pensionata, vedova e invalida con accompagnamento, tocca l’assegno di vedovanza. Ne ho sentito parlare e, poiché è vedova dal 2010, vorrei sapere se è possibile ottenere anche gli arretrati, come sembra si possa fare. Ho dei dubbi su questa possibilità, mentre per quanto riguarda l’aumento della pensione di reversibilità, grazie all’assegno di vedovanza, sono più fiduciosa, visto che parliamo di 50 euro o poco più al mese. Potrei sapere cosa si può fare? Vorrei adoperarmi per far prendere a mia madre tutto ciò che le potrebbe spettare.”

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Pensioni: non lasciare soldi all’INPS, ecco la domanda per recuperare 5 anni di arretrati

In effetti, è proprio vero che anche l’assegno di vedovanza rientra tra i classici diritti inespressi: molti pensionati ne avrebbero diritto, ma non lo percepiscono, non per colpa dell’INPS, bensì perché nessuno ha mai chiesto questo assegno, pur avendone i requisiti.

Naturalmente, non tutti possono fruirne: vi sono requisiti specifici che riguardano sia il diretto interessato (il vedovo o la vedova che dovrebbe percepirlo) sia il defunto, cioè il pensionato deceduto di cui il superstite riceve la pensione di reversibilità.

Non solo aumento della pensione INPS percepita, ma anche arretrati fino a 5 anni indietro

Uno degli aspetti più interessanti dell’assegno di vedovanza — come sottolinea anche il nostro lettore — è che si possono recuperare arretrati fino a 5 anni. Questi arretrati decorrono dal momento in cui tutti i requisiti erano soddisfatti e vengono riconosciuti fino a raggiungere il termine di prescrizione, pari, appunto, a 5 anni. Ciò significa che, se il diritto è sorto in un periodo antecedente a questo quinquennio, le somme relative a quegli anni non potranno più essere pretese.

Assegno di vedovanza, ecco come funziona e chi può prenderlo

L’assegno di vedovanza è una misura finalizzata a sostenere economicamente coloro che hanno perso il coniuge pensionato e versano in condizioni di difficoltà.

Spetta al vedovo o alla vedova di un pensionato che, in precedenza, era un lavoratore dipendente nel settore privato o pubblico. In pratica, si tratta di soggetti titolari di pensione di reversibilità. Tuttavia, non basta: è necessario che la persona superstite sia invalida al 100% e inabile al proficuo lavoro, preferibilmente con indennità di accompagnamento.

Dunque, non rientrano in questa prestazione i vedovi di pensionati che godevano di una pensione da lavoro autonomo (artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri).

In presenza, invece, delle condizioni elencate, si può accedere a questo emolumento aggiuntivo sulla pensione.

Peccato perdere l’assegno di vedovanza, sulle pensioni di reversibilità INPS ci sono interessanti cifre da recuperare

In genere, chi è a conoscenza dell’assegno di vedovanza lo richiede insieme alla domanda di pensione di reversibilità. Naturalmente, chi ha tralasciato di farlo — magari perché ignaro o convinto di non averne diritto — ha comunque l’opportunità di presentare la domanda in un secondo momento. Anche a distanza di anni dalla liquidazione della reversibilità.
In questi casi, come accennato, è possibile godere anche delle mensilità arretrate.

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L’importo dell’assegno di vedovanza varia in base al reddito del richiedente. Se il reddito è fino a 33.274,22 euro, l’assegno di vedovanza mensile è di 52,91 euro. Se il reddito è più elevato (ma entro 37.325,55 euro annui), si percepiscono 19,59 euro al mese. Oltre questa soglia, invece, non sussiste più il diritto.

Anche per l’assegno di vedovanza la domanda ha la solita procedura telematica

Per richiedere l’assegno di vedovanza, ci si può avvalere dei soliti canali. Domanda online sul sito INPS tramite patronato, oppure accedendo all’area riservata con credenziali SPID, CIE o CNS.

All’atto della presentazione, occorre indicare la data del decesso del coniuge, allegare il verbale di invalidità civile (da cui si evincano l’inabilità e l’eventuale indennità di accompagnamento) e fornire le dichiarazioni dei redditi di ogni anno per cui si desidera recuperare gli arretrati.



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