Soffia un vento forte e rinnovabile in Campania che si accredita come la regione pioniera nel campo dell’energia eolica: 642 impianti diffusi sul territorio, tra grandi impianti industriali e mini eolico; quasi 2 gigawatt di potenza, che permettono una produzione di oltre 4 terawattora all’anno. Terzi in Italia per potenza installata e secondi per produzione di energia: un sesto del comparto eolico italiano è costituito dal contributo campano. Legambiente Campania ha presentato questa mattina il dossier ‘Qual buon vento’, durante la terza edizione del Forum Eolico, che si è svolto a San Marco dei Cavoti (Benevento) con il Patrocinio di ANEV, Cesvo Lab e del Comune di San Marco dei Cavoti. L’eolico, in Campania, costituisce la prima fonte rinnovabile elettrica, sia per potenza che per produzione. Dalla metà degli anni ’90, l’eolico si è sviluppato con una crescita graduale e costante anno per anno e, negli ultimi 5 anni, sono stati installati in media circa 100 MW all’anno. E’ la tecnologia rinnovabile elettrica con maggiore potenza installata sul territorio campano: rappresenta il 52% del totale, seguito dal solare (33%), idroelettrico e bioenergie, rispettivamente con 9% e 6%. Su un totale di 78 comuni in Campania coinvolti da installazioni di eolico, le protagoniste sono le province di Avellino e Benevento, che coprono rispettivamente il 46% e il 42%. Seguono i Comuni della provincia di Salerno con 11%, Caserta con lo 0,8% e Napoli con l’0,2%. I Comuni con la maggiore potenza installata in termini assoluti risultano essere Bisaccia e Lacedonia in provincia di Avellino, con circa 250 e 204 MW, e Foiano di Val Fortore in provincia di Benevento con circa 223 MW. “La Campania – ha detto Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania – è diventata una Regione faro per lo sviluppo delle energie rinnovabili a partire dall’eolico, un importante modello che ci auguriamo di ritrovare nell’individuazione delle aree idonee regionali in linea con l’egregio lavoro svolto negli ultimi. Il nostro auspicio è che la nuova stagione dell’energia eolica in Campania rafforzi ancora di più il legame con i territori e le comunità, superando storture e pregiudizi del passato, e che sia accompagnata dallo sviluppo di politiche industriali a sostegno della filiera, con l’obiettivo di far diventare la transizione energetica nella nostra regione un’occasione importante per aumentare occupazione e diminuire diseguaglianze. Per fare questo è necessario avviare percorsi territoriali per lavorare insieme: enti, imprese e cittadinanza, affinché non si parli più di accettazione sociale per la presenza di impianti ma di rigenerazione partecipata di territori, dove impoverimento e spopolamento aumentano le disuguaglianze da decenni, oggi inasprite anche della crisi climatica. Le rinnovabili devono essere per queste comunità la strada per il riscatto sociale per vincere, insieme a quella climatica, anche la sfida sociale ed economica”. La Campania – scrive Legambiente nel dossier – è la regione che ha ospitato i primi impianti installati in Italia a metà degli anni Novanta e che oggi sta dando vita ai primi repowering. I vari progetti, tra quelli già approvati e quelli in corso di approvazione, porteranno a una diminuzione di 364 turbine sui territori. Nel 2024 risultano, rispetto al quadro del precedente anno, 10 procedimenti: 3 conclusi e 7 in istruttoria, con un potenziale diminuzione pari a -256 aerogeneratori sul territorio cui corrispondo al contempo un aumento di potenza pari +200 MW. “Il nostro Paese – ha sottolineato Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – è ancor ancora oggi ostaggio del vecchio sistema produttivo fossile e inquinante. È arrivato il momento di liberarlo. Accelerare la transizione ecologica non è solo una necessità per contrastare la crisi climatica, ma rappresenta una straordinaria opportunità per garantire un futuro occupazionale a milioni di persone e per abbassare le bollette, soprattutto nel Mezzogiorno, dove ci sono le condizioni ottimali per lo sviluppo delle rinnovabili. In questo senso la Campania è protagonista della transizione energetica, che ha avviato da tempo un modello virtuoso che dovrebbe essere esportato, e ci auguriamo continui in questa direzione”, ha concluso.
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