Ferrari in vendita, la decisione definitiva: che fine faranno le sue azioni

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Il gruppo Exor, gestito dalla famiglia Agnelli-Elkann ha deciso di vendere le quote azionarie della Ferrari in proprio possesso: il perché di questa decisione e cosa cambierà nell’azienda storica dopo la vendita.

Il settore automobilistico sta vivendo un periodo di crisi che non ha precedenti. Se inizialmente la flessione delle vendite era da attribuire al rallentamento della catena produttiva causato dalla pandemia e a cascata dalla difficoltà di reperire i chip e le materie prime per la produzione che ha comportato il ritardo nella consegna delle auto agli acquirenti e il contemporaneo aumento dei prezzi delle auto, adesso la situazione è ancora più complessa.

Ferrari in vendita, la decisione definitiva: che fine faranno le sue azioni – Ansa Foto – abruzzo.cityrumors.it

Il costo delle materie prime e quello della produzione e del trasporto continua ad aumentare a causa di un’inflazione globale che sembra non avere soluzione, ma quello dei costi produttivi è solo un tassello all’interno di un puzzle più grande. Il settore automotive è stato radicalmente cambiato per favorire l’introduzione di veicoli a propulsione elettrica o ibrida, allo scopo di sostituire i tradizionali motori a combustione per assecondare politiche green volte a diminuire l’impatto ambientale delle auto.

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I problemi di diffusione delle auto elettriche alla base della crisi del settore automobilistico

Il fine di queste politiche è sicuramente nobile – l’inquinamento globale ha raggiunto livelli insostenibili e i cambiamenti climatici ne sono una testimonianza evidente – ma la pianificazione di questa transizione è stata fatta senza considerare le esigenze di mercato. I costi di produzione delle auto elettriche sono superiori a quelli dei modelli a combustione, inoltre le auto elettriche oggi non sono in grado di assicurare la stessa costanza di viaggio: dopo x chilometri necessitano di ricarica e i tempi necessari per un pieno sono molto più lunghi.

Impianto produzione Ferrari
I problemi di diffusione delle auto elettriche alla base della crisi del settore automobilistico – Ansa Foto – abruzzo.cityrumors.it

Altro problema da considerare è l’inadeguatezza tecnologia di gran parte dei Paesi del mondo – Italia compresa – in cui non ci sono postazioni di ricarica sufficienti in giro per la città né tantomeno sistemi di produzione energetica rinnovabili nelle case. Infine, ma non ultimo dei problemi, i guadagni medi delle popolazioni: in molti Paesi, e anche qui figura l’Italia, il cittadino medio non può permettersi un’auto nuova, a maggior ragione se il costo di acquisto supera, a volte di gran lunga, i 30mila euro.

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Il 2025 si è poi aperto con l’elezione di Trump negli USA, evento che ha condizionato in negativo e lo farà maggiormente nei prossimi mesi le prospettive di guadagno della aziende automobilistiche europee. Il neo presidente USA si è scagliato contro la produzione di modelli elettrici e ibridi, tagliando fondi e finanziamenti per la produzione. Inoltre l’istituzione dei dazi doganali sulle importazioni negli USA aumenterà ulteriormente i costi per le aziende, le quali dovranno scegliere se ridurre il margine dalle vendite o aumentare ulteriormente i prezzi dei loro veicoli.

Exor venderà il 4% delle azioni Ferrari: cosa cambia per la storica azienda italiana

Della crisi sta risentendo ovviamente anche il gruppo Exor gestito dalla famiglia Agnelli-Elkann, proprietaria di maggioranza del Gruppo Stellantis, all’interno del quale sono convogliate anche la maggior parte delle aziende automobilistiche italiane che prima della fusione appartenevano alla Fiat. Tra queste c’è ovviamente la Ferrari, fiore all’occhiello della produzione automobilistica italiana.

John Elkann con un microfono
Exor venderà il 4% delle azioni Ferrari: cosa cambia per la storica azienda italiana – Ansa Foto – abruzzo.cityrumors.it

Il timore diffuso in questo periodo è che si possa decidere di vendere Ferrari ad un gruppo estero per assicurarne la sopravvivenza. Attualmente per fortuna si tratta di un rischio non concreto, anche se Exor ha da poco comunicato di avere intenzione di cedere il 4% del pacchetto azionario di Ferrari in suo possesso.

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La vendita dovrebbe generare un profitto di 3 miliardi di euro, uno dei quali verrà utilizzato per ricomprare le proprie azioni, mentre gli altri due verranno destinati ad un nuovo progetto del quale al momento non si sa nulla. Come detto però non c’è da preoccuparsi, anche cedendo il 4%, Exor manterrà il 20,8% delle azioni di Ferrari, rimanendo azionista di punta della società e dunque il controllo sui piani aziendali.

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