La crisi della Sinistra e il fallimento dei post comunisti

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Negli ultimi decenni, la sinistra post-comunista ha vissuto una progressiva e inarrestabile perdita di consensi, non solo in Italia, ma in gran parte del mondo occidentale. Un tempo paladina dei diritti della classe operaia e dei lavoratori, oggi la sinistra sembra aver tradito i suoi stessi valori fondanti, predicando concetti di uguaglianza, inclusione e solidarietà, ma in realtà concentrandosi su un’agenda che privilegia gli interessi delle élite, più che quelli dei cittadini comuni.

Questa trasformazione è particolarmente evidente negli ultimi anni, quando la sinistra ha accumulato una serie di errori strategici, senza mai prendere coscienza della propria crisi. Le cosiddette élite progressiste, incapaci di analizzare i propri fallimenti, hanno continuato a imputare la colpa della sconfitta alla presunta ignoranza degli elettori, accusandoli di non aver compreso le virtù della propria candidata. Non è stata una sconfitta politica, secondo loro, ma una cospirazione: la manipolazione tecnologica da parte di figure come Elon Musk e le influenze esterne, in particolare dalla Russia, sono state ritenute come le cause principali di una vittoria che non avrebbero mai voluto accettare.

Questa visione autoreferenziale, che si auto-lega alla convinzione di essere moralmente superiore rispetto agli avversari, ha contribuito ad alimentare una profonda disconnessione dalla realtà. La sinistra ha cominciato a screditare qualsiasi forma di opposizione, bollando chiunque non si allineasse al suo pensiero come “fascista” o “retrogrado”. In questo modo, invece di confrontarsi con le reali preoccupazioni dei cittadini, ha scelto di chiudersi in una bolla ideologica, ignara del crescente malcontento che attraversa le società occidentali.

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La verità, però, è che la destra sta guadagnando terreno non per una pericolosa avanzata del fascismo, come talvolta dipinto dalla sinistra, ma per una ragione più semplice e concreta: la gente è stanca. I cittadini chiedono cose elementari, ma fondamentali: stipendi che permettano di vivere dignitosamente, pensioni che non arrivino a ‘babbo morto’ dopo i 70 anni e che garantiscano una vecchiaia serena, ospedali che funzionino, scuole di qualità, trasporti pubblici efficienti, strade sicure e una fiscalità equa. Temi pratici, lontani anni luce dalle battaglie ideologiche della sinistra, che ormai si concentra su questioni astratte come l’utero in affitto, il terzo genere e l’inclusione a tutti i costi, ignorando le reali necessità della popolazione.

L’abbandono della classe operaia è stato un processo lento ma inesorabile. Una sinistra che un tempo difendeva con orgoglio i diritti dei lavoratori è diventata, progressivamente, alleata delle élite economiche e finanziarie. Le politiche che un tempo miravano a tutelare il ceto medio e i più deboli si sono trasformate in scelte che promuovono la precarietà e favoriscono le multinazionali. La sinistra ha dimenticato i principi di giustizia sociale e redistribuzione della ricchezza, per abbracciare un modello che alimenta le disuguaglianze.

Un chiaro esempio di questo processo è il crescente consenso che i partiti conservatori e di estrema destra stanno raccogliendo in tutta Europa. La Germania, in particolare, sta assistendo a un rafforzamento delle forze politiche che affrontano seriamente temi come il fenomeno migratorio, la sicurezza nazionale e la protezione dei confini. In un contesto segnato da attacchi terroristici attribuiti a immigrati presentati come rifugiati, la destra ha risposto con fermezza, mentre la sinistra ha continuato a propugnare politiche di accoglienza indiscriminata, ignorando i rischi concreti legati alla sicurezza. Non sorprende quindi che molti elettori tedeschi abbiano riposto la loro fiducia in forze politiche che promettono di risolvere questi problemi, mentre la sinistra sembra chiudere gli occhi davanti alla realtà.

Questa incapacità di affrontare le vere questioni del presente è evidente anche in Italia, dove gli esponenti della sinistra continuano a giustificare il declino dei progressisti, cercando inutili capri espiatori anziché riconoscere i propri errori.

Il mondo sta cambiando e la sinistra sembra rimanere ancorata ad un passato che non le appartiene più. Finché continuerà a cercare capri espiatori e a rifiutare di rinnovarsi, ignorando la volontà popolare e le necessità quotidiane dei cittadini, la sua perdita di consensi sarà destinata a crescere. La realtà è che la sinistra non può più permettersi di ignorare i problemi concreti che affliggono le persone, senza rischiare di diventare irrilevante in un mondo che chiede stabilità, sicurezza e politiche che guardino al futuro, non al passato.





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