Tre anni esatti fa, il 22 febbraio 2022, con l’invasione russa in Ucraina, scoppiò ufficialmente il grande conflitto che, ancora oggi, tiene banco sullo scenario internazionale, con non poche preoccupazioni da parte della comunità internazionale. Grazie ad Azione Contro la Fame, raccontiamo le testimonianze dirette di chi ha visto l’orrore.
Essere ucraini oggi, sfollati nel proprio paese a causa di tre anni di conflitto, significa affrontare un tragico dilemma: rimanere lontani dalla propria casa o tornare vicino alla linea del fronte, affrontando enormi rischi. In alcuni casi, gli sfollati decidono anche di tornare nei territori sotto il controllo russo, a sacrificio della loro identità ucraina.
Ad oggi, oltre 12,7 milioni di persone (il 40% della popolazione) necessitano di aiuti umanitari. Il conflitto ha generato un massiccio esodo: 6,8 milioni di persone sono fuggite all’estero, mentre 3,6 milioni risultano sfollati interni. La precarietà è ormai cronica: più dell’80% di loro sopravvive solo grazie agli aiuti umanitari, mentre il drastico calo dei finanziamenti internazionali rende sempre più difficile garantire assistenza.
In questo contesto di estrema precarietà, la devastazione delle infrastrutture e un tasso di disoccupazione del 22% nelle regioni di confine, uniti all’aumento dei prezzi e alla perdita dei mezzi di sussistenza, stanno aggravando la povertà e mettendo in pericolo la sicurezza alimentare.
L’intervento di Azione Contro la Fame
Per supportare le persone colpite dal conflitto, Azione Contro la Fame lavora su un doppio binario nelle regioni di Soumy, Kharkiv, Donetsk, Dnipro e Zaporijia.
- Gestione dell’emergenza: assistenza economica diretta, buoni spesa per l’acquisto di generi alimentari, kit igienici e assistenza sanitaria.
- Sviluppo dell’autonomia: formazione professionale e sostegno all’avvio di attività imprenditoriali.
“Dalla seconda metà del 2024, oltre 200.000 persone sono state evacuate. Oggi, molte di loro non possono rientrare nelle proprie case e, con la riduzione degli aiuti governativi a partire da marzo 2024, la situazione è drammatica“, spiega Ionut Raita, Direttore di Azione Contro la Fame Ucraina.
Unità sanitari mobili per raggiungere i più vulnerabili
Il conflitto ha devastato il sistema sanitario ucraino: ospedali distrutti, carenza di farmaci e personale medico insufficiente. Per far fronte a questa emergenza, Azione Contro la Fame ha istituito unità sanitarie mobili per raggiungere le aree più difficili nelle regioni di Dnipro e Kharkiv, fornendo medicinali e assistenza sanitaria alle persone più vulnerabili.
Valeriy – medico di medicina generale del team mobile di Azione Contro la Fame, ha lavorato a lungo come medico di famiglia e come direttore di una clinica ambulatoriale generale. “Io stesso sono sfollato. Provengo dalla regione di Zaporijia e, a causa della guerra, ho dovuto lasciare la mia casa, il mio lavoro e i miei affetti. Penso che questa rappresenti una delle nostre principali missioni: aiutare le persone a sopravvivere a queste difficoltà e fornire assistenza“, spiega Valeriy.
“Le storie dei nostri pazienti sono toccanti“, afferma Anastasia – ginecologa nel team mobile di Azione Contro la Fame. “Una giovane donna, il cui marito è al fronte, aspetta il suo terzo bambino e ha già due figli piccoli. Si preoccupa per loro e affronta tutti i problemi da sola. Grazie al nostro impegno, ci assicuriamo che donne come lei ricevano supporto e che non siano sole”.
La salute mentale peggiora
La minaccia degli attacchi aerei, gli sfollamenti, la perdita di persone care e la precarietà economica hanno gettato molti ucraini in una profonda sofferenza. Si stima che dieci milioni di persone sono destinate a soffrire di disturbi mentali nel breve e medio termine.
L’equilibrio psicologico dei bambini, alcuni dei quali sono stati privati dell’istruzione da quattro anni, a causa della combinazione tra pandemia e guerra, è particolarmente a rischio. “Ogni allarme di raid aereo non solo aumenta l’ansia dei bambini ucraini, ma anche la loro perdita di apprendimento. Per i bambini che non hanno più accesso alle scuole, l’apprendimento a distanza è reso difficile da connessioni internet instabili e interruzioni di corrente”. Così ha spiegato Ionut Raita.
Un futuro incerto di fronte ai tagli dei finanziamenti
Le organizzazioni umanitarie si trovano ad affrontare un duplice ostacolo: difficoltà di accesso alle zone più colpite e tagli ai finanziamenti. La sospensione di alcuni aiuti statunitensi mette a rischio 20.000 persone nelle aree più vicine al fronte.
“A causa di questa sospensione, l’accesso alle cure sanitarie potrebbe diventare molto limitato per le persone che vivono in aree remote e in condizioni precarie. Abbiamo dovuto interrompere le sessioni di supporto psicologico per bambini e adolescenti sfollati e traumatizzati. Circa 1.800 persone, attualmente in una condizione di alta vulnerabilità, potrebbero non ricevere più supporto finanziario per coprire i loro bisogni di base”, mette sempre in evidenza Ionut Raita.
L’obiettivo di Azione Contro la Fame, in collaborazione con sei partner locali e due internazionali, è quello di raggiungere 97.559 persone entro il 2025 in quattro aree di intervento:
- Salute, sicurezza alimentare e mezzi di sussistenza
- Supporto psicologico
- Acqua, igiene e servizi sanitari
- Rafforzamento delle capacità delle organizzazioni della società civile.
Il supporto internazionale per questa crisi rimane cruciale se non si vuole che la situazione umanitaria peggiori ulteriormente.
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