Paesi europei della Nato impreparati in caso di aggressione aerea russa, secondo il think tank Rusi

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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

L’aviazione è necessaria come deterrente in caso di aggressione russa. Secondo il think tank Rusi, le forze europee in questo momento non potrebbero rispondere adeguatamente a un eventuale attacco di Mosca senza una razionalizzazione delle risorse

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Ai Paesi europei della Nato nei prossimi anni servirà aumentare le risorse per tenere testa a un’eventuale aggressione russa. È quanto emerge da uno rapporto del think tank londinese Royal United Services Institute (Rusi), secondo cui un ruolo centrale per la risposta spetterà all’aviazione.

Per essere competitivi nei prossimi anni e liberare risorse fondamentali, nel Vecchio Continente bisognerà puntare a una maggiore specializzazione dei reparti impiegati nelle missioni.

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“Nel momento in cui le forze aeree della Nato nel Vecchio Continente si concentreranno sulla Russia, la maggior parte di esse probabilmente faticherà a tenere Mosca sotto controllo senza lasciare sguarnite le missioni e le attività attuali“, ha dichiarato Justin Bronk, senior research fellow del Rusi.

Gli Usa impiegheranno sempre meno risorse in Europa per la Nato

L’ombrello statunitense, che ha protetto l’Europa dalla fine della seconda guerra mondiale, è sempre più debole. Washington pensa sempre di più all’Indo-Pacifico, e per riempire gli enormi spazi lasciati liberi dagli Usa sarà sempre più necessario organizzare le forze aeree su base continentale.

Il rapporto afferma che il mantenimento della superiorità nei cieli è essenziale come deterrente contro la Russia, poiché il Vecchio Continente non ha la capacità di reclutamento, di produzione di munizioni e di finanziamenti alla Difesa per mettere in piedi una risposta soddisfacente a un eventuale attacco russo.

“È difficile capire come i membri della Nato non statunitensi possano raggiungere una tale potenza di fuoco senza l’aviazione. Ci sono numerosi vincoli demografici, industriali e di tempo che impediscono di aumentare e riformare rapidamente le truppe terrestri e la marina“, sostiene Bronk nel rapporto.

Secondo le stime, nel 2024 le forze armate statunitensi hanno avuto 13.209 aerei, seguite da Francia (972), Italia (800) e Regno Unito (664).

La ricerca del Rusi avverte che molte l’aviazione europea della Nato ha capacità nazionali limitate e budget ristretto. Raccomanda di abbandonare il costoso addestramento multiruolo e di creare reparti specializzati in una sola funzione.

“A meno che i finanziamenti non aumentino in modo significativo, potrebbe essere necessaria una maggiore specializzazione delle missioni“, sottolinea la ricerca del Rusi. Senza questo cambiamento, la maggior parte dei Paesi europei dovrebbe tagliare altri settori della difesa per permettersi le scorte di armi necessarie per una o più azioni mirate.

Alla Nato in Europa mancano le armi

“Le forze aeree di medie dimensioni dovrebbero concentrarsi su missioni specifiche, piuttosto che cercare di acquisire tantissimi tipi di munizioni in piccole quantità“, si legge nel rapporto.

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Anche per il Regno Unito e la Francia, il tentativo di mantenere truppe in molti teatri con budget limitati ha portato a scorte di armi insufficienti per difendersi dall’aggressione russa. Aggressione che potrebbe avvenire tra cinque anni, secondo diverse agenzie di intelligence.

Una prima valutazione di Bruegel suggerisce che, per scoraggiare la Russia senza il sostegno degli Stati Uniti, nel breve termine sarà necessario un aumento di circa 250 miliardi di euro di spese per la Difesa all’anno (arrivando al 3,5 per cento circa del Pil).

Grazie alla specializzazione, le forze aeree europee della Nato potrebbero liberare risorse, assicurando al contempo la disponibilità di armi adeguate.

Secondo il rapporto, questo approccio sarebbe il modo più rapido per rafforzare la risposta della Nato contro la Russia, ma richiede l’impegno anche dei veicoli provenienti delle medie e piccole nazioni del Continente.

“La condivisione degli oneri funziona solo se entrambe le parti si assumono delle responsabilità e dimostrano di poterle portare a termine“, si legge nel rapporto.



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