Il Papa istituisce la Commissio de donationibus per sostenere la missione della Santa Sede

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Il Pontefice continua la sua opera di riforma istituendo una commissione permanente per la raccolta di donazioni a sostegno delle attività della Santa Sede. Un’iniziativa che punta a rafforzare la trasparenza e la gestione delle risorse economiche.

Papa Francesco, attualmente ricoverato presso il Policlinico Gemelli, ha istituito con un chirografo dell’11 febbraio 2025 la Commissio de donationibus pro Sancta Sede, un organo permanente dedicato alla raccolta di fondi e donazioni per sostenere la missione della Chiesa universale. L’obiettivo è incentivare le offerte volontarie da parte di fedeli, Conferenze Episcopali e benefattori, garantendo allo stesso tempo una gestione più strutturata e trasparente delle risorse destinate alla Curia Romana e al Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.

Questa iniziativa arriva in un momento storico complesso, in cui la situazione economica della Santa Sede richiede nuove strategie di finanziamento per assicurare la continuità delle attività pastorali, caritative e amministrative.

Le funzioni della Commissio de donationibus

Secondo lo statuto approvato ad experimentum per tre anni, la Commissione avrà due funzioni principali:

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  • Promuovere la raccolta di donazioni attraverso campagne di sensibilizzazione presso fedeli, diocesi e benefattori, sottolineando il valore del contributo economico per il sostegno della missione della Chiesa.
  • Reperire finanziamenti per progetti specifici, raccogliendo fondi per iniziative promosse dalla Curia Romana e dallo Stato della Città del Vaticano, nel rispetto dell’autonomia di ciascun ente e della volontà dei donatori.

Un altro compito importante sarà il coordinamento di altre forme di raccolta fondi già esistenti, come l’Obolo di San Pietro e i contributi previsti dal canone 1271 del Codice di diritto canonico, che disciplina il sostegno economico delle Chiese particolari alla Santa Sede.

Struttura e funzionamento della Commissione

La Commissio de donationibus sarà composta da un massimo di sei membri, nominati dal papa per un mandato quinquennale. Il presidente, che può essere un ecclesiastico o un religioso, guiderà l’attività della commissione, mentre gli altri membri saranno scelti tra i segretari e sotto-segretari degli enti della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano.

Le riunioni della commissione si terranno almeno quattro volte l’anno, con la possibilità di coinvolgere esperti esterni in base alle necessità. Inoltre, sarà previsto un rapporto semestrale al Santo Padre per garantire trasparenza e monitorare l’andamento delle attività.

Per il funzionamento della commissione, il papa ha stabilito una dotazione iniziale di 300.000 euro, suddivisa tra l’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (APSA) e il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano. La gestione economica seguirà le normative di contabilità vaticana e sarà soggetta ad approvazione diretta del pontefice.

Un passo in avanti nella riforma della gestione economica della Santa Sede

L’istituzione della Commissio de donationibus si inserisce nel più ampio processo di riforma della governance economica della Santa Sede, avviato da papa Francesco per garantire una gestione più trasparente ed efficiente delle risorse finanziarie della Chiesa.

Negli ultimi anni, il pontefice ha introdotto numerose misure per rafforzare la supervisione dei fondi vaticani, affidando alla Segreteria per l’Economia e all’Ufficio del Revisore Generale il compito di vigilare sulla corretta amministrazione delle risorse. Questa nuova commissione rappresenta un ulteriore strumento per centralizzare la raccolta fondi e garantire che le donazioni siano impiegate in modo efficace e responsabile.

Una Chiesa solidale e responsabile

Con questa iniziativa, papa Francesco riafferma l’importanza della solidarietà nella Chiesa universale e della responsabilità nella gestione dei beni ecclesiastici. La nuova commissione avrà il compito di rafforzare il vincolo di unità e carità tra le Chiese locali e la Santa Sede, assicurando che le risorse raccolte siano destinate alle reali necessità della missione evangelizzatrice e caritativa della Chiesa.

Anche durante il suo ricovero al Gemelli, il pontefice continua a guidare la Chiesa con riforme concrete, mirando a una gestione più chiara e trasparente delle risorse economiche per il bene della comunità ecclesiale globale.

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