Dopo la riunione sindacale nei locali dell’Assessorato alla Salute. Da precisare che il finanziamento non passa per il Ministero questo deve solo certificare che la Regione Sicilia ha le risorse da stanziare per le tariffe, Il ministero nel momento che la regione quantizza il costo per riallineare le tariffe da poi via libera per la rivalutazione delle tariffe. Il presidente della regione Renato Schifani vuole che al più presto si intervenga per modificare queste tariffe, definiti dai sindacati inique.
Quindi le prossime settimane saranno decisive per il futuro delle strutture accreditate e per garantire ai cittadini siciliani l’accesso a prestazioni sanitarie essenziali sul territorio. Dopo l’incontro svoltosi nei giorni passati presso gli uffici dell’Assessorato alla Salute di Palermo si definiscono alcune posizioni ma ancora si tratta.
Alla riunione sindacale convocata dal neo Assessore alla Salute, Dr.ssa Daniela Faraoni. All’incontro hanno partecipato il Direttore Generale, Dr. Iacolino, il Capo di Gabinetto, Avv. Sgroi, e il Dr. La Placa, insieme a numerosi rappresentanti sindacali. L’obiettivo principale della riunione è stato affrontare le problematiche derivanti dal nuovo tariffario ministeriale, che ha introdotto significative riduzioni nei rimborsi per alcune prestazioni sanitarie, colpendo duramente le strutture accreditate, in particolare i laboratori di analisi cliniche.
Durante l’incontro, l’Assessore Faraone ha espresso la volontà di collaborare con le parti sociali per trovare soluzioni efficaci alle criticità emerse.
Il Dr. Iacolino ha illustrato il lavoro svolto dagli uffici dell’Assessorato per riallineare le tariffe degli analiti penalizzati, mentre il Dr. La Placa ha presentato un elenco di nove analiti campione da rivalutare.
i fondi non bastano
L’Assessore ha inoltre annunciato la disponibilità di dieci milioni di euro per la rivalutazione tariffaria di alcune prestazioni.
Tuttavia, i rappresentanti sindacali hanno manifestato insoddisfazione riguardo alla somma proposta, ritenendola insufficiente a coprire le necessità del settore.
Secondo le stime delle associazioni di categoria, sarebbero necessari tra i 25 e i 30 milioni di euro per compensare adeguatamente le branche penalizzate. Da parte delle organizzazioni sindacali si è apprezzata la chiarezza dell’Assessore e gli sforzi del governo regionale, ma è stato evidenziato, all’unisono, che le cifre indicate non basteranno a compensare le decurtazioni disposte dal nuovo tariffario e a scongiurare il tracollo delle aziende del settore.
Anche il presidente di Federbiologi, Pietro Miraglia, ha evidenziato la necessità di almeno 30 milioni di euro per sostenere adeguatamente i laboratori di analisi e le altre branche specialistiche.
Al termine della riunione, è stato concordato un nuovo incontro da tenersi entro 15 giorni, durante il quale si auspica di avere maggiore chiarezza sulle risorse da stanziare.
Nel frattempo, l’Assessore Faraone ha manifestato l’intenzione di confrontarsi con il Ministero della Salute per sondare la possibilità di incrementare le risorse disponibili.
lo stato di agitazione
Le associazioni di categoria restano in stato di agitazione e, in caso di mancato adeguamento delle risorse, prevedono di proclamare scioperi e manifestazioni, come già avvenuto lo scorso gennaio.
La questione centrale riguarda la possibilità di derogare al tetto di spesa previsto per le prestazioni dei privati, facendo leva sull’articolo 1, comma 322, della Finanziaria nazionale, che in situazioni particolari permetterebbe di superare i vincoli del Piano di rientro in materia di sanità a cui la Sicilia è sottoposta da vent’anni. Il confronto tra l’Assessore e il Ministro della Salute, da programmare prima del 15 marzo, sarà cruciale per definire le prossime mosse. Miraglia ha espresso fiducia, affermando che il via libera sarà solo una formalità, ma ha ribadito l’importanza di ottenere 30 milioni di euro anziché 10.
La situazione rimane tesa, con i laboratori di analisi e le strutture convenzionate in agitazione a causa delle nuove tariffe, definite “sottocosto”, che rendono insostenibile l’erogazione di molte prestazioni. Le associazioni di categoria hanno annunciato possibili mobilitazioni e “serrate” nel caso in cui non si giunga a una soluzione soddisfacente. La preoccupazione principale riguarda i tagli ai rimborsi previsti dal nuovo tariffario, con decurtazioni che, per molte analisi, si attestano tra il 60% e l’80%, penalizzando in modo sproporzionato le strutture accreditate di analisi cliniche che operano in Sicilia. Queste strutture, che erogano il 75% delle prestazioni per il Servizio Sanitario Nazionale (SSN), rischiano di trovarsi costrette a sospendere i servizi di patologia clinica.
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