Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 2342/2025, ha esaminato il ricorso presentato da Fonte Hydro S.r.l. contro il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) riguardante la decadenza dagli incentivi per l’impianto idroelettrico situato a Malè. La controversia ha origine dal provvedimento del GSE del 9 maggio 2017, che ha negato l’accesso agli incentivi per l’impianto idroelettrico da 0,498 MW, dichiarandolo decaduto dalla graduatoria.
Fonte Hydro S.r.l. aveva presentato istanza di iscrizione al Registro IDRO_RG2014 e successivamente richiesto l’ammissione agli incentivi previsti dal DM 6 luglio 2012. Tuttavia, il GSE aveva rilevato che l’impianto non utilizzava esclusivamente la portata rilasciata ai fini del deflusso minimo vitale (DMV) e che non era dotato di specifica concessione di derivazione d’acqua per lo sfruttamento del DMV. La società aveva contestato il diniego, sostenendo che l’impianto utilizzava una quota parte del DMV senza sottensione di alveo naturale, come attestato dalla Città Metropolitana di Torino.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio aveva rigettato il ricorso di Fonte Hydro S.r.l., confermando la legittimità del provvedimento del GSE. Il Consiglio di Stato ha esaminato l’appello della società, rilevando che la portata media derivata per la produzione di energia era maggiore rispetto alla portata rilasciata ai fini del DMV, e che l’impianto non utilizzava esclusivamente la portata del DMV. Pertanto, ha confermato la decadenza dagli incentivi, ritenendo che la dichiarazione della società in sede di iscrizione al Registro non corrispondesse alla situazione reale.
Professionisti coinvolti nell’operazione: Esposito Gianluca Maria – W-L.E.A.; Laudani Marco – Laudani Marco ; Presutti Avilio – Presutti Avilio;
Studi Legali: Laudani Marco ; Presutti Avilio; W-L.E.A.;
Clienti: Fonte Hydro S.r.l.; Gse – Gestore dei Servizi Energetici;
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