Quanto incidono i dazi sull’export di Modena e Reggio Emilia?


Aprile inizia con l’entrata in vigore dei dazi USA del 25% sull’automotive e, come emerge da un’indagine del nostro ufficio studi, a risentirne maggiormente è, inevitabilmente, la Motor Valley. Se a livello regionale la crescita economica prevista è sostenuta da occupazione, investimenti nel 2024 ed export nel 2025, anche se l’industria risulta essere in difficoltà per il ritardo della ripresa del commercio mondiale, scendendo nel dettaglio provinciale, nel 2024, i dati mostrano alcuni indicatori significativi per le province di Modena e Reggio Emilia.

L’export a Modena e provincia

La dinamica dell’export manifatturiero dell’area modenese ha registrato un -1,9% rispetto al 2023, nonostante siano complessivamente aumentate del 3% le esportazioni dei settori a maggior concentrazione di micro e piccole imprese. Diminuisce anche del 5,9% l’export manifatturiero diretto verso la Germania a causa della recessione che sta attraversando il paese tedesco, così come diminuisce drasticamente anche la domanda tedesca di macchinari made in Italy (la provincia di Modena segna il calo più importante a livello nazionale con un -21,8%).

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L’area modenese figura tra le 17 principali province che vedono una crescita dell’export verso gli Stati Uniti d’America, con un +5,4% rispetto al 2023. Modena è anche la prima provincia a livello nazionale per peso delle esportazioni di autoveicoli, rimorchi e semirimorchi verso gli Stati Uniti con un’incidenza del 6,1% sul valore aggiunto provinciale, così come è superiore alla media nazionale per peso degli addetti in micro e piccole imprese della meccanica con meno di 50 lavoratori sul numero di addetti del totale economia: un’esposizione che implica un’influenza diretta sull’economia locale delle scelte politiche ed economiche del presidente statunitense Donald Trump.

Nell’ultimo anno le esportazioni di autoveicoli, rimorchi e semirimorchi verso gli Stati Uniti rimane positiva per Modena e provincia con un +13,1%, tuttavia in rallentamento rispetto al +26,8% dell’anno precedente.

La situazione nella provincia di Reggio Emilia

La dinamica dell’export manifatturiero dell’area reggiana ha registrato un -6,8% rispetto al 2023. Diminuiscono dell’1,1% le esportazioni dei settori a maggior concentrazione di micro e piccole imprese e calano del 4,3% le esportazioni del settore moda, così come registrano una decrescita del 4,7% le esportazioni del settore prodotti in metallo.

Il segno meno si registra per l’area di Reggio Emilia e provincia anche per quanto riguarda l’export manifatturiero diretto verso la Germania a causa della recessione che sta attraversando il paese tedesco (-6,1%), così come diminuisce drasticamente anche la domanda tedesca di macchinari made in Italy (la provincia di Reggio Emilia segna il secondo ribasso più importante a livello nazionale segnando un -17,8%). Anche per quanto riguarda l’export verso gli USA l’area reggiana, nel 2024, registra un -2,8% di export manifatturiero rispetto al 2023.

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Da un sondaggio somministrato dalla nostra associazione a un campione di imprese associate su entrambe le province, il 29,2% prevede che nel corso del 2025 la dinamica delle esportazioni diminuirà, il 40% stima che rimarrà stazionaria mentre il 10,8% indica un possibile aumento.

Il nostro presidente Gilberto Luppi commenta:

L’analisi evidenzia diverse criticità che le imprese del territorio devono affrontare. C’è un dato in particolare che deve fare riflettere, ossia come la parola “incertezza” sia la parola più diffusa nel sentiment imprenditoriale che più caratterizza questo periodo. Tra crisi geopolitiche, politiche di dazi e costi al rialzo, il futuro delle attività non sembra di certo roseo. Tuttavia, le opportunità di crescita passano attraverso l’innovazione tecnologica, l’internazionalizzazione e le politiche di sviluppo locale mirate. In un contesto in continua evoluzione, le imprese devono essere supportate con strumenti adeguati per affrontare le sfide del mercato. Il nostro obiettivo è creare un ambiente favorevole per lo sviluppo delle aziende e dell’occupazione nel territorio. La capacità del tessuto imprenditoriale locale di fare impresa è forte e ben radicato nel nostro sistema: i decisori politici però devono contribuire con delle politiche che permettano agli imprenditori di essere sostenuti nelle strategie aziendali di crescita del business.



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