Pharma
03 Aprile 2025
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha incontrato Farmindustria e le aziende farmaceutiche per discutere del Libro Bianco del ministero e delle prospettive di una Strategia nazionale per le scienze della vita
Un settore strategico per l’industria italiana, un’eccellenza che unisce innovazione e competitività. Nella sede di Chiesi, a Parma, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha incontrato Farmindustria e le aziende farmaceutiche per discutere del Libro Bianco del ministero e delle prospettive di una Strategia nazionale per le scienze della vita.
“La farmaceutica rappresenta al meglio ciò che si intende per Made in Italy e ciò che vorremmo che fosse: identità e innovazione” ha dichiarato Urso. “Siamo già intervenuti in sede europea perché l’Europa sia più consapevole di come sostenere il settore, strategico per la salute, attraverso una revisione delle direttive in corso. In un contesto globale così complesso, occorre scegliere responsabilmente, tutelando il mercato europeo dalla concorrenza sleale e realizzando una politica industriale sostenibile, capace di incentivare l’innovazione, la ricerca e la competitività delle nostre imprese”.
Marcello Cattani, presidente di Farmindustria, ha ribadito il peso economico e sociale del settore: “Produzione, export, innovazione, ricerca. Investimenti nel territorio. Formazione, sviluppo delle competenze e qualità altissima delle risorse umane. Collaborazioni con realtà pubbliche e private in una logica di open innovation. Sistema pubblico con molte eccellenze e un Servizio sanitario nazionale rafforzato dalle politiche di questi anni”. E i numeri lo confermano: “L’export ha raggiunto i 54 miliardi di euro su una produzione di oltre 56, con un surplus di 21 miliardi. L’industria farmaceutica è al primo posto per competitività, produttività, open innovation, welfare aziendale e sostegno alla genitorialità. Gli addetti totali sono 71mila, il 45% donne, con un aumento dell’8% negli ultimi cinque anni e un +21% tra gli under 35. Gli investimenti in ricerca e produzione arrivano a 4 miliardi all’anno”.
La necessità di una politica di settore chiara e strutturata è stata evidenziata con forza. “È necessario un ulteriore scatto in avanti per restare nel gruppo di testa” ha sottolineato Cattani. “Ecco perché è fondamentale una Strategia nazionale sulla farmaceutica e le scienze per la vita, sulla scia di quanto annunciato dalla Commissione europea nel suo Competitiveness Compass. Una strategia che punti a una radicale riforma della governance della spesa farmaceutica pubblica, con un finanziamento adeguato e l’introduzione di nuovi modelli basati sul valore delle cure, per migliorarne l’accesso, e ad azioni per aumentare la competitività delle imprese e attrarre gli investimenti”.
A fare gli onori di casa, Alessandro Chiesi, presidente del Gruppo Chiesi, che ha accolto con favore il dibattito: “Siamo orgogliosi di ospitare a Parma il ministro Urso e i vertici di Farmindustria. Il settore farmaceutico è una locomotiva dell’economia italiana, con primati nell’export, negli investimenti in R&D e produzione, e un ruolo di primo piano nella crescita professionale di giovani e donne. Questo incontro è un’occasione per riaffermare il valore della farmaceutica italiana, leader in Europa e nel mondo nella produzione di farmaci ad alto valore aggiunto e vaccini, e il suo impegno per innovazione, competitività e crescita. Ma soprattutto per ribadire la nostra missione: migliorare la qualità di vita dei pazienti e dei loro caregiver”.
Nasce il 1°open meeting “HumanCare-L’ecosistema per l’umanizzazione delle cure” in programma il 7 aprile, dalle 10 alle 18, alla Certosa di Pontignano a Siena
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