Dazi: Coldiretti, “rischio rincari da 1,6 miliardi di euro per consumatori americani”


Sarebbe di 1,6 miliardi di euro il costo che gradirebbe sui consumatori americani con l’introduzione del dazio al 20% su tutti i prodotti agroalimentari Made in Italy annunciato dal presidente Donald Trump, con un calo delle vendite che danneggerà le imprese italiane, oltre ad incrementare il fenomeno dell’italian sounding. È quanto emerge da una stima Coldiretti sull’imposizione di tariffe aggiuntive sul cibo made in Italy esportato negli Stati Uniti. A ciò, spiega l’associazione, va poi aggiunto il danno in termini di deprezzamento delle produzioni, da calcolare filiera per filiera, legato all’eccesso di offerta senza sbocchi in altri mercati. Senza dimenticare l’aumento dei costi di stoccaggio, tanto più sensibili se legati alla deperibilità del prodotto. L’altro fattore che preoccupa è il pericolo – prosegue Coldiretti – di perdere quota di mercato e posizionamento sugli scaffali conquistati, favorendo la concorrenza da parte di altri Paesi colpiti in maniera meno pesante dai dazi. Secondo un’analisi l’export agroalimentare made in Italy negli Stati Uniti ha fatto segnare il 2024 il record di sempre con un valore di 7,8 miliardi e una crescita del 17% rispetto all’anno precedente.
“Questa – commenta il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini – deve anche essere l’occasione per l’Europa, che deve rimanere unita più che mai in questa fase e dialogare con un’unica voce, di mettere in campo un piano di rilancio dei settori produttivi, a partire dalla sburocratizzazione, ma anche iniettando nuove risorse. Burocrazia inutile che ha rallentato tutto e colpito le nostre aziende in maniera significativa. Ci vuole un’iniezione di nuove risorse economiche. Investire in digitalizzazione e innovazione e con agricoltura precisione per quanto riguarda il nostro settore. Servono nuove risorse per internazionalizzazione e in questo momento diventa fondamentale diversificare i mercati. Dobbiamo diventare più competitivi abbassando costi imprese”. “Dinanzi alla decisione Usa è di vitale importanza evitare mosse avventate. Va messa in campo la diplomazia”, aggiunge il segretario generale di Coldiretti, Vincenzo Gesmundo.





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