107 indagati fra imprenditori e professionisti


PALERMO – I numeri sono da maxi inchiesta. Si apre una voragine sui bonus edilizi. I finanzieri del comando provinciale di Palermo hanno sequestrato beni e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di circa 19 milioni di euro nei confronti di 107 soggetti, tra imprese e persone fisiche.

Mutuo 100% per acquisto in asta

assistenza e consulenza per acquisto immobili in asta

 

Maxi sequestro

Il giudice per le indagini preliminari ha accolto la richiesta della Procura di Palermo, diretta da Maurizio de Lucia. Imprenditori e professionisti si sarebbero messi d’accordo per realizzare frodi in materia di bonus edilizi attraverso la gestione di 19 imprese, tutte con sede a Palermo. Un giro di lavori di ristrutturazione fittizi per oltre 26 milioni di euro.

Bonus edilizi, il meccanismo

Le società coinvolte nella frode, applicando lo sconto in fattura, emettevano documenti contabili per operazioni inesistenti verso clienti privati per lavori in realtà mai eseguiti. Da qui si generava il credito d’imposta fittizio, utilizzabile in detrazione o cedibile a terzi.

Ed infatti veniva ceduto a intermediari finanziari, “consentendone – si legge in una nota del comando provinciale guidato dal generale Domenico Napolitano – un’immediata e consistente monetizzazione”.

Il passaggio successivo sarebbe stata la distrazione delle somme. I titolari delle imprese facevano dei bonifici sui conti personali, prelevavano in contanti, sottoscrivevano buoni fruttiferi, compravano oro e criptovaluta, case e beni di lusso.

Finanziamo agevolati

Contributi per le imprese

 

Un vorticoso giro di imprese

Oltre ai sette membri dell’associazione a delinquere, sono stati iscritti nel registro indagati altre 83 persone, tra amministratori di diritto delle imprese inserite nel circuito illecito e committenti compiacenti, concorrenti nei reati di emissione di fatture per operazioni inesistenti e truffa aggravata.

Alcuni tra i titolari delle imprese, inoltre, sono stati segnalati, a vario titolo, per dichiarazione fraudolenta, dichiarazione infedele, omessa dichiarazione, autoriciclaggio, riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori.

In particolare, secondo i finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria guidati dal colonnello Carlo Pappalardo, 16 immobili risulterebbero fittiziamente intestati a terzi e in parte acquistati con i proventi della frode.

Nell’inchiesta sono coinvolte altre dieci società di capitali per gli illeciti in materia di responsabilità amministrativa. Bloccati decine di rapporti finanziari, oltre 50 immobili, autoveicoli, imbarcazioni e numerose quote societarie.



Source link

***** l’articolo pubblicato è ritenuto affidabile e di qualità*****

Visita il sito e gli articoli pubblicati cliccando sul seguente link

Source link

Prestito personale

Delibera veloce

 

Contabilità

Buste paga