“Al lavoro su una strategia per rafforzare il made in Italy e concentrare la filiera il più possibile in Europa puntando su un alto tasso di innovazione dei processi dell’intero sistema produttivo per ottenere cambiamenti concreti e duraturi” — Emilia-Romagna Notizie


Bologna – Supportare e salvaguardare le imprese della moda, aiutandole a superare la crisi attuale e sollecitando il Governo a introdurre misure di sostegno per il settore. Allo stesso tempo, trasformare i modelli produttivi entro il 2030, puntando su innovazione e nuovi metodi di commercializzazione e consumo, mettendo al primo posto la sostenibilità.

Il futuro delle imprese emiliano-romagnole del settore moda passa attraverso queste politiche industriali, di cui si è discusso oggi nel corso dei lavori del Tavolo regionale permanente della moda, riunito al Centergross di Bologna con un duplice obiettivo: da un lato continuare a sostenere le imprese in un mercato in continua evoluzione e colpito da ripetute crisi; dall’altro sull’innovazione e modelli di produzione, commercializzazione – anche di prossimità – e consumo più sostenibili. Un obiettivo, quest’ultimo, fondamentale per permettere alle imprese di rimanere sul mercato e continuare a essere competitive, puntando, in particolare, sull’innovazione dei processi produttivi, dei materiali e del design e dando sempre più spazio a pratiche di economia circolare che allunghino il ciclo di vita dei prodotti e favoriscano il riciclo dei materiali.

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Per raggiungere gli obiettivi, l’indicazione principale emersa dal Tavolo è di riportare quante più lavorazioni possibili in Emilia-Romagna, tra quelle che hanno delocalizzato in altri Paesi, in Italia e in Europa, accorciando quindi le filiere e limitando al massimo il numero di passaggi tra il produttore e il consumatore finale. Solo in questo modo potrà essere possibile ridurre la dipendenza dai paesi extraeuropei, contrastando i rischi legati ai mutamenti degli equilibri geopolitici che in questo periodo stanno condizionando i mercati.

“All’inizio di questa nuova legislatura vogliamo fare un passo avanti- il vicepresidente della Regione con delega allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla-. E’ giunto il momento, forti dell’esperienza già maturata, di definire una vera e propria strategia in grado di orientare le politiche industriali del settore moda in Emilia-Romagna, che punti al rafforzamento del made in Italy e a una filiera concentrata il più possibile in Europa come risposta concreta ai limiti e alle contraddizioni scaturite dall’eccesso di globalizzazione, che in molti casi è coinciso con l’esportazione di danni sociali e ambientali di cui non possiamo non averne piena consapevolezza”.

“Per ottenere cambiamenti concreti e duraturi- aggiunge Colla- sarà necessario intervenire sull’intero sistema produttivo, coinvolgendo tutti gli attori della filiera: dai fornitori ai consumatori finali, fino alla gestione dei prodotti a fine vita. Per questo motivo, dobbiamo includere le piccole imprese in accordi di collaborazione con grandi marchi, creando una rete più integrata e trasparente. La chiave sarà garantire la tracciabilità dei processi e dei prodotti, promuovendo al tempo stesso l’adozione di certificazioni di qualità”.

Per contribuire al rafforzamento del modello del Made in Italy, il Tavolo della Moda punta alla collaborazione con altre Regioni in cui il settore moda è importante come Toscana, Lombardia, Piemonte, Campania, Marche, ma sono previste anche forme di collaborazione con altri tavoli regionali e iniziative a livello nazionale ed europeo.  

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E, proprio sul fronte delle relazioni con l’Europa, il Tavolo della moda può contare anche sull’ingresso di Enea, che ha già in corso diverse iniziative a livello nazionale e internazionale e potrà quindi essere importante nel momento della definizione delle politiche europee del Settore.

Punto di riferimento per la definizione di queste politiche sarà il progetto di ricerca sulle filiere produttive della moda, a cui stanno lavorando l’Università di Bologna ed Enea, uno studio che analizza le pratiche di economia circolare delle aziende emiliano-romagnole e l’organizzazione della loro catena di fornitura.

A completare le azioni di supporto al comparto moda, la partecipazione a iniziative e reti europee, oltre al il bando 2024/2025 dei “Laboratori territoriali per l’innovazione e la sostenibilità delle imprese” con tre progetti sulla moda finanziati.

Grazie alla collaborazione del Clust-ER CREATE e dei Centri per l’innovazione della Rete alta tecnologia, le imprese del distretto calzaturiero di San Mauro Pascoli, dell’Unione Terre d’Argine e del Centergross stanno lavorando su tematiche rilevanti per l’innovazione del settore, tra cui la valorizzazione degli scarti della lavorazione delle scarpe, l’individuazione di competenze e investimenti per l’industrializzazione di filati sostenibili per l’alto di gamma e la tracciabilità dei prodotti attraverso il passaporto digitale.

Red

In allegato le foto dell’incontro



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