Attraverso il DOGE ( “Dipartimento per l’efficienza governativa”) Elon Musk sta usando il suo status di “impiegato speciale del governo” per compiere feroci tagli e licenziamenti del personale, secondo delle dinamiche che di fatto gli danno un controllo senza precedenti sulla macchina amministrativa americana. Questo controllo, messo sotto accusa per le modalità, le opacità e i conflitti di interessi, viene giustificato dallo stesso Musk dietro la lotta agli sprechi e la ricerca di efficienza.
Tuttavia, secondo un’inchiesta del Washington Post condotta da un team di giornalisti, lo stesso impero economico dell’uomo più ricco del mondo si è sviluppato attraverso il sostegno di almeno 38 miliardi provenienti da contratti governativi, prestiti agevolati, sussidi e crediti fiscali. Aiuti pubblici che hanno avuto un ruolo cruciale nella crescita delle aziende di Musk. Le prime tracce di questi finanziamenti, scrivono i giornalisti del Washington Post, risalgono a più di 20 anni fa.
L’esempio di Tesla
Un caso emblematico avviene nel 2008, quando Musk si batté per ottenere dal Dipartimento dell’Energia americano un prestito a basso interesse. All’epoca Tesla attraversava un momento critico: secondo alcune fonti presenti alle trattative e che hanno chiesto ai giornalisti del WaPo di restare anonime per paura di ritorsioni, Musk tenne riunioni quotidiane con i dirigenti e spese molte ore a discutere con il funzionario del governo che si occupava dei prestiti. Una volta compreso che a Tesla mancava una certificazione dell’Agenzia per la Protezione Ambientale (EPA) per accedere al prestito, Musk sollecitò direttamente l’amministratore dell’EPA.
Quando poco dopo Tesla si rese conto che mancava una certificazione cruciale dell’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente, necessaria per ottenere il prestito pochi giorni prima di Natale, Musk sollecitò l’intervento dell’allora amministratore dell’EPA Lisa Jackson, secondo quanto riferito da una delle persone.
Nel 2010 arrivò così un prestito da 646 milioni di dollari dal Dipartimento dell’Energia. Soldi con cui Tesla si è potuta risollevare nei mesi successivi, sviluppando la Model S e venendo quotata in borse. Secondo un ex dirigente, senza quel prestito l’azienda non sarebbe sopravvissuta.
Un’imponente crescita negli ultimi anni
In particolare negli ultimi cinque anni le aziende di Musk hanno ricevuto la maggior parte dei fondi. Solo nel 2024, governi locali e quello federale hanno elargito almeno 6,3 miliardi di dollari, la somma più alta di sempre. Un analisi che però “include solo i contratti disponibili pubblicamente, omettendo il lavoro riservato alla difesa e all’intelligence per il governo federale”, spiega il team del Washington Post.
Tesla non è quindi stata l’unica azienda a beneficiare di aiuti pubblici. Lo Stato dell’Oregon ha stanziato 6 milioni di dollari per X Corp, la società di Musk che controlla Twitter. SpaceX, l’azienda aerospaziale di Musk, ha invece ricevuto miliardi di dollari in contratti governativi, in particolare dalla NASA e dal Dipartimento della Difesa.
Dalla NASA SpaceX ha ottenuto oltre 15 miliardi di dollari per sviluppare tecnologie di trasporto spaziale, compresi i programmi per la Luna e Marte. Come dichiarato via mail dalla portavoce della NASA Cheryl Warner, l’agenzia sta lavorando con partener come Space X “per costruire un’economia nell’orbita terrestre bassa e compiere i prossimi passi da gigante nell’esplorazione della Luna e di Marte, a beneficio di tutti”.
Inizialmente tuttavia, dopo la fondazione di SpaceX nel 2002 i rapporti tra Musk, NASA e Dipartimento della Difesa non furono semplici. L’azienda di Musk fece infatti ricorso a una tattica mista di lobbying e cause legali per scalzare la concorrenza dei rivali più quotati Lockheed Martin e Boeing, e ottenere così l’accesso ai programmi finanziati dal governo. I primi fondi arrivarono nel 2003 grazie a DARPA, l’Agenzia per i progetti di ricerca avanzata di difesa del Pentagono. Nel complesso, tra contratti, prestiti, sovvenzioni e crediti d’imposta Space X ha ricevuto 14,9 miliardi di dollari dalla NASA e 7,6 milardi di dollari dal Dipartimento della Difesa.
Tornando a Tesla, l’azienda ha tratto enorme vantaggio dai crediti normativi statali e federali per i veicoli elettrici. Dal 2014, circa un terzo dei 35 miliardi di dollari di profitti di Tesla è arrivato dalla vendita di crediti normativi, federali e statali, a case automobilistiche che non rispettavano gli standard sulle emissioni. Nel 2020, questi crediti hanno permesso a Tesla di registrare il suo primo anno intero di profitti, evitando una perdita di oltre 700 milioni di dollari.
Un rapporto controverso con il governo
Nonostante abbia ricevuto ingenti aiuti pubblici, Musk ha spesso criticato i sussidi governativi e ha persino sostenuto l’abolizione dei crediti per le auto elettriche. “Se mi interessassero le sovvenzioni sarei entrato nell’industria del petrolio e del gas”, dichiarò Musk al Los Angeles Times nel 2015. Nel 2021, propose invece di eliminare ogni sussidio, perché secondo lui Tesla non ne aveva bisogno.
Tuttavia, gli esperti sottolineano che senza il supporto statale Tesla e SpaceX avrebbero avuto un percorso molto più difficile verso il successo. Alcuni analisti, come il professore di Yale Jeffrey Sonnenfeld, evidenziano che nessun altro imprenditore dell’ordine di grandezza di Musk ha fatto affidamento sui fondi pubblici quanto lui: “Non Nvidia, non Microsoft, non Amazon, non Meta”.
Per John Helveston, professore della George Washington University che studia i veicoli elettrici, “ogni aspetto di Tesla ha beneficiato di sovvenzioni o finanziamenti governativi diretti”. Il problema, secondo Helvenston, non sta nell’averne beneficiato, ma nel fatto che da parte di Musk sia “certamente ipocrita”.
Attualmente, ci sono 52 contratti in corso tra le aziende di Musk e sette agenzie governative, che potrebbero portare a ulteriori 11,8 miliardi di dollari di finanziamenti nei prossimi anni. Resta da capire cosa accadrà a questi contratti visto il ruolo di Musk nel DOGE. Finora, secondo quando riportato lo scorso 11 febbraio dal New York Times, le sua aziende hanno tratto beneficio dall’amministrazione Trump. Almeno 11 agenzie federali colpite da licenziamenti e tagli del DOGE hanno infatti più di 32 tra indagini in corso, denunce in sospeso o azioni esecutive che coinvolgono le sei società di Musk.
(Immagine anteprima: frame via YouTube)
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