Sciopero dei magistrati, flash mob e proteste. L’Anm: “Un pm condizionato dal governo e dai poteri forti è un rischio concreto”

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Presidente Anm Milano: “Sciopero atto di responsabilità civile”

“Questo sciopero è un atto di responsabilità civile. Il silenzio sarebbe complicità. Il nostro sciopero non è uno scontro ideologico, è un appello rivolto a tutti: riformare sì, ma riformare bene, su risorse e investimenti, per un sistema che risponda alle esigenze della nostra società e che non perda di vista i principi costituzionali che ci guidano”. Lo ha affermato la presidente della sezione milanese dell’Anm, Manuela Andretta, all’assemblea pubblica nell’Aula magna del Palazzo di giustizia.

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Gratteri: “Io favorevole al sorteggio dei componenti del Csm”

“So che non piacerà a molti magistrati, ma dico che sono favorevole invece al sorteggio dei componenti del Csm e anche al sorteggio dei componenti del Csm da parte del Parlamento”. Lo ha detto il procuratore di Napoli Nicola Gratteri che ha risposto alla domande dei giornalisti nella biblioteca Tartaglione del Nuovo Palazzo di Giustizia di Napoli dove i magistrati, con una coccarda tricolore sulla toga, stanno manifestando il loro dissenso contro la riforma costituzione che prevede la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti.

“Cioè – ha spiegato Gratteri – si divide l’Italia in macro aree, come ad esempio per l’elezione del Parlamento europeo, si rispettano le proporzioni tra pm e giudice, e non si sorteggiano i magistrati che hanno procedimenti disciplinari, penali, ritardo nel deposito delle sentenze o nelle indagini. Stessa cosa vale per i laici nominati dal Parlamento e cioé si escludono dalle iscrizioni all’albo degli avvocati o professori universitari in materia giuridica che hanno precedenti penali o disciplinari e, chi è in grado di scrivere sentenze o di fare una lezione universitaria, sarà sicuramente in grado di valutare se tizio può diventare presidente del tribunale o meno” .

E ancora rispondendo alle domande dei giornalisti, Gratteri ha detto che “c’è l’esigenza di una riforma del Csm, cioè di un’elezione dei componenti: in questo modo si eliminano quasi totalmente certe anomalie delle correnti che, in certi momenti storici, abbiamo visto non funzionare. Mi riferisco al caso Palamara dove io penso che subito dopo i componenti del Csm si sarebbero dovuti dimettere. Per dare l’idea, a prescindere se siano responsabili o meno, – ha aggiunto – ma in quel caso l’opinione pubblica doveva capire e avere l’idea che si voltava pagina e si faceva sul serio. Invece il messaggio è stato quello dell’autoconservazione”.


Antonio Albanese all’iniziativa Anm per leggere Calamandrei: “Lavorava per il futuro”

“Io oggi sono Calamandrei. È stato un uomo coraggiosissimo. Nel nostro ambiente si dice che quando ripeti le cose sei un po’ in ritardo. Calamandrei è sempre avanti, lavorava per il futuro”. È quanto ha detto l’attore Antonio Albanese a margine dell’assemblea dei magistrati a Genova per lo sciopero indetto dall’Anm contro la riforma della giustizia, in risposta a quanto detto da Maurizio Gasparri. L’aula magna è gremita di magistrati, con la toga e la coccarda tricolore al petto, e di cittadini venuti a esprimere solidarietà.

Gasparri nei giorni scorsi aveva detto: “Trovo assolutamente adeguata la decisione dell’Associazione nazionale magistrati della Liguria di far aprire la propria Assemblea, in occasione dell’incredibile sciopero indetto dalle toghe, dal comico Antonio Albanese. Che ha interpretato ‘Cetto La Qualunque‘. Ognuno sceglie i suoi simboli. Alcuni si ispirano ai grandi giuristi, altri a Cetto. Unicuique suum. To each his own. Dare a ciascuno il suo. Spieghiamo in più lingue per la comprensione anche dei fan della macchietta cinematografica”. 

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A Torino adesione superiore al 70 per cento

“Questa riforma ci preoccupa prima come cittadini che come magistrati”. Lo ha detto Mario Bendoni, presidente dell’Anm del Piemonte, aprendo l’assemblea pubblica organizzata a Palazzo di giustizia in occasione dello sciopero proclamato a livello nazionale dall’associazione. A seguire la discussione, nella maxi aula 2, insieme a centinaia di giudici e pm ci sono anche decine di studenti e di cittadini. Fra i presenti figurano Edoardo Barelli Innocenti e Lucia Musti, presidente della Corte d’appello e procuratore generale del Piemonte, entrambi con una coccarda tricolore. Secondo le prime indicazioni, ancora provvisorie, l’adesione allo sciopero a Torino supera abbondantemente, in certi settori, il 70%. “La riforma – ha osservato Bendoni – preoccupa anche perché non è a se stante, ma è calata in un allarmante contesto di attacchi continui non solo contro la magistratura nel suo complesso, ma verso singoli colleghi rei, per così dire, di avere preso decisioni sgradite alla maggioranza politica di turno”. “È un clima di insofferenza verso l’esercizio della funzione di controllo da parte della magistratura – ha aggiunto – che purtroppo non si respira soltanto in Italia”. (ANSA).


Il presidente del tribunale di Milano Roia: “Vogliono sentenze piegate ad aspettative politiche”

“Ho paura quando non si rispettano le sentenze e quando si vogliono le sentenze piegate alle aspettative politiche“. Lo ha affermato il presidente del Tribunale di Milano Fabio Roia all’assemblea pubblica per lo sciopero dei magistrati. “Il tema della riforma è la non accettazione delle decisioni – ha spiegato – e penso che anche se le affidassimo all’intelligenza artificiale o ad un algoritmo non si risolverebbe il problema e si potrebbe dire che l’algoritmo è eversivo”. “Siamo qui per tentare di dare uno scossone – ha aggiunto Roia -. A tutti i magistrati farei fare i primi quattro anni in un organo collegiale” di giudici. 

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A Palazzo Chigi vertice sulla giustizia

Un vertice di governo sulla giustizia è in programma, a quanto apprende l’Ansa, oggi a Palazzo Chigi. La prima riunione sulla giustizia, anticipata dal Messaggero, è prevista attorno alle 11, e vi parteciperanno la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, il guardasigilli Carlo Nordio e, tra gli altri, il presidente della commissione Affari costituzionali della Camera Nazario Pagano, e quelli delle commissioni giustizia di Camera e Senato, Ciro Maschio e Giulia Bongiorno.


La Camera Penale di Milano espone la Costituzione: “E’ di tutti, la separazione delle carriere non è un pericolo”

La Camera Penale di Milano espone da oggi copia della Costituzione davanti alla sua sede. Lo annuncia in una nota il direttivo del capoluogo lombardo. “Da alcune settimane, la magistratura associata, per esprimere simbolicamente la propria contrarietà al ddl sulla separazione delle carriere, ha esposto, sulle porte di molti uffici all’interno del Palazzo di Giustizia, la Costituzione – scrive la Camera Penale -. Come se quel progetto di riforma la mettesse in pericolo. La Costituzione, però, è di tutti. Certamente è patrimonio dell’avvocatura penale che, a garanzia dei diritti e delle libertà dei propri assistiti, quotidianamente la applica e ne pretende il rispetto. Per questo, da oggi, davanti alla sede della Camera Penale di Milano, che sostiene da anni, al di là delle contingenze politiche, quel progetto riformatore in discussione avanti il Parlamento, sarà affissa la nostra Carta fondamentale. Ognuno potrà leggere, chiaramente, il contenuto dell’art. 111, che garantisce il giusto processo in condizioni di parità, davanti a un giudice terzo e imparziale”. 

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Milano: adesione allo sciopero a circa il 90 per cento

L’adesione allo sciopero dei magistrati del Tribunale di Milano “è di circa il 90 per cento“. Lo ha annunciato, in attesa dei dati esatti, il presidente del Tribunale milanese Fabio Roia all’inizio del suo intervento all’assemblea pubblica nell’aula magna, piena in ogni posto, del Palazzo di Giustizia. 

La manifestazione (Foto Claudio Furlan/Lapresse)


Magistratura democratica: “La riforma vuole limitare l’indipendenza delle toghe”

“Gli obiettivi della riforma sono molto chiari: riteniamo una riforma tesa a ridimensionare il ruolo della magistratura nel suo complesso”. Lo afferma la giudice Silvia Albano, presidente di Md, parlando a margine del flash mob fuori alla Cassazione.



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