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27/02/2025
– Il Gruppo Fedrigoni – riferimento mondiale nella produzione di carte speciali per il packaging e altre applicazioni creative, etichette autoadesive, supporti grafici per la comunicazione visiva e RFID – ha annunciato l’acquisizione di una quota di minoranza di Papkot, start-up che ha sviluppato la prima tecnologia su larga scala per rivestire la carta con le stesse proprietà della plastica, convertendo il silicone e la cellulosa in un materiale nanostrutturato che elimina la plastica dagli imballaggi monouso.
L’accordo di Fedrigoni fa parte del programma di corporate venture capital che l’azienda ha lanciato per identificare start-up che siano innovative, solide e scalabili a livello industriale. Insieme, Fedrigoni e Papkot accelereranno la diffusione della tecnologia di Papkot in tutto il mondo, garantendo ai principali brand del largo consumo e del food&beverage l’accesso a soluzioni di imballaggio ad alte prestazioni, completamente riciclabili e biodegradabili su scala. Fondata nel 2020 da Manuel Milliery, che ne è anche il CEO, Papkot è rapidamente diventato un player di riferimento per la categoria dei rivestimenti ad alte prestazioni e senza plastica. Con centri di ricerca e sviluppo in Francia e Cina e partnership di produzione a contratto in Francia, Stati Uniti e Cina, Papkot è già a fianco di brand leader a livello mondiale.
La sua avanzata tecnologia consente di ottenere un’elevata resistenza all’acqua, al grasso, all’olio e al glicerolo, oltre a garantire la trasparenza e altre proprietà superficiali personalizzate, fondamentali per le applicazioni di imballaggio. Tutte le soluzioni sono completamente riciclabili e prive di sostanze chimiche nocive (PFAS). I rivestimenti Papkot sono stati validati su un’ampia gamma di materiali cartacei, comprese le fibre vergini e riciclate. Le sperimentazioni industriali in corso ne stanno ulteriormente espandendo la compatibilità, in modo da soddisfare le diverse esigenze dei converter e dei brand. Le applicazioni realizzabili grazie a questa tecnologia proprietaria sono le più svariate, dagli imballaggi e gli incarti monouso a scopi alimentari, alle carte ignifughe o trasparenti, fino alle tazze monouso.
Papkot utilizza un modello basato sull’intelligenza artificiale e il machine learning per sviluppare soluzioni su misura per i clienti, misurare la performance dei materiali e fare innovazione in modo più veloce e data-driven. “Questo investimento ha un enorme potenziale per Fedrigoni – conferma Marco Nespolo, Amministratore Delegato del Gruppo Fedrigoni -. Avremo l’opportunità di acquisire una tecnologia dirompente nel settore plastic-to-fiber che ci permetterà di supportare sempre meglio i nostri clienti nello sviluppo di packaging monomateriali e completamente riciclabili. Inoltre, Fedrigoni avrà un ruolo chiave nell’accelerare la fase di industrializzazione, essenziale per la scalabilità del modello di business di Papkot”.
“Questa tecnologia avanzata è in sinergia con le attività di Fedrigoni nel settore delle carte speciali e dei materiali autoadesivi: oltre al barrier coating, questa soluzione permette di sostituire il liner dell’etichetta, solitamente in silicone, con un materiale totalmente riciclabile – commenta Fulvio Capussotti, Executive VP Fedrigoni Special Papers, RFID and Innovation & Chief Sustainability Officer di Fedrigoni Group -. Rappresenta inoltre un acceleratore dei processi di innovazione del Gruppo ed è coerente con la nostra strategia ESG al 2030, che mira ad avere il 100% dei materiali progettati per una riciclabilità ottimale e per il recupero a fine vita”.
“Dal 2020 abbiamo la missione di eliminare la plastica dal packaging e dal nostro quotidiano. Do il benvenuto al nostro nuovo investitore strategico e partner – aggiunge Manuel Milliery, CEO di Papkot -. Con Fedrigoni condividiamo l’impegno verso la sostenibilità, gli standard elevati, l’attenzione al dettaglio e al miglioramento continuo. L’iniezione di nuovo capitale e il network globale del Gruppo ci consentiranno di dare una nuova spinta al nostro percorso di crescita a livello internazionale e agli investimenti in ricerca e sviluppo”.
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