Riforma delle pensioni lontana, ecco allora le misure da sfruttare subito

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L’attesa per una nuova riforma pensioni probabilmente è vana. Almeno al momento all’orizzonte non si vede nulla al riguardo. Infatti una cosa da dire è che della riforma delle pensioni con superamento della legge Fornero ormai è chiaro che se ne riparlerà in futuro. Ciò che fu introdotto con la riforma Fornero dal Governo Monti nel 2012 resta ancora oggi attivo e negli anni a venire sarà ancora in funzione. Ecco perché oggi conviene analizzare le numerose misure che consentono di andare in pensione prima già adesso, cioè in questo 2025. Tra misure ordinarie e misure in deroga, le opzioni di pensionamento in vigore e da sfruttare non mancano.

Pensioni 2025, ecco alcune di quelle più facili da sfruttare

Diverse le opzioni di uscita nel 2025 per i lavoratori e diverse le misure di pensionamento, sia ordinarie che anticipate. Oggi nel sistema c’è una età pensionabile pari a 67 anni. E questo è quello che serve come età anagrafica per arrivare a prendere la pensione di vecchiaia. Infatti c’è la pensione di vecchiaia ordinaria che si raggiunge al compimento dei 67 anni e con in dote almeno 20 anni di contributi. Solo per i contributivi puri, bisogna anche arrivare a prendere una pensione nel 2025 non inferiore a 538,69 euro al mese. Una variante della pensione di vecchiaia è quella contributiva. Infatti si centra con 71 anni di età e con un minimo di 5 anni di contributi. La misura riguarda chi ha il primo accredito successivo al 1995. E sempre di pensione di vecchiaia si parla, ma è destinata solo ai lavoratori del settore privato sia dipendenti che autonomi che hanno una invalidità pensionabile pari almeno all’80%. Si chiama esattamente pensione di vecchiaia anticipata con invalidità pensionabile e servono sempre i soliti 20 anni di contributi, ma già a 56 anni per le donne e a 61 anni per gli uomini. Invalidità pensionabile specifica per le mansioni svolte e non invalidità civile.

Pensioni anticipate 2025, non solo ordinarie ma anche in deroga

Come per la vecchiaia anche per la pensione anticipata c’è una formula ordinaria di pensionamento. Parliamo di pensioni anticipate e quindi indipendenti dall’età. Per questa misura bastano 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne e 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini. Una variabile riguarda i lavoratori con il primo accredito successivo al 31 dicembre 1995. Per i contributivi puri infatti c’è la pensione anticipata contributiva, che può essere sfruttata anche con il computo nella Gestione Separata. Servono almeno 64 anni di età ed almeno 20 anni di contributi. Per sfruttarla l’importo della pensione deve essere pari almeno a 3 volte l’assegno sociale. Con sconti al riguardo per le donne, che se hanno avuto un figlio possono accedere lo stesso con un trattamento pari a 2,8 volte l’assegno sociale, e se ne hanno avuti di più lo possono fare con una pensione pari a 2,6 volte l’assegno sociale.

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Senza limiti di età o con una età più bassa di quella pensionabile

La pensione anticipata non prevede limiti anagrafici. Lo stesso vale per un’altra misura valida nel 2025, cioè la quota 41 per i lavoratori precoci. Precoci sono coloro che hanno versato almeno 12 mesi di contributi prima di compiere i 19 anni e che hanno maturato complessivamente 41 anni di contributi. Per accedere alla misura bisogna essere un caregiver, oppure bisogna essere un invalido, un disoccupato o bisogna rientrare tra gli addetti ai lavori gravosi.

Poi per la pensione prima dei 67 anni abbiamo anche l’Ape sociale e l’opzione donna. Quest’ultima per esempio permette l’accesso a chi ha raggiunto 59 anni di età e 35 anni di contributi entro il 31 dicembre 2024. Bisogna essere però alternativamente invalide, caregivers, licenziate o addette di aziende con tavoli di crisi avviati. Per invalide e caregivers i 59 anni possono essere l’età giusta solo se hanno avuto più di un figlio. Altrimenti con un solo figlio bisogna aver raggiunto 60 anni di età entro la fine dell’anno scorso. E senza figli bisogna aver raggiunto 61 anni alla stessa data.
Per l’Ape sociale servono almeno 63 anni e 5 mesi di età. Bastano 30 anni di contributi per disoccupati, caregiver e invalidi e servono 36 anni per i lavoratori addetti alle mansioni gravose.

Quota 103, usuranti e poi? Ecco le altre pensioni anticipate 2025

Pure la 103 è una misura attiva nel 2025 e anticipata rispetto all’età pensionabile. Infatti bastano 62 anni di età e almeno 41 anni di contributi versati. La misura non prevede distinzioni di platea o di genere. Vale solo per gli addetti ai lavori usuranti, ai lavoratori notturni, agli autisti dei mezzi del trasporto pubblico e agli operai della linea a catena la pensione a 61 anni e 7 mesi con 35 anni di contributi prevista dallo scivolo usuranti. Ma solo se allo stesso tempo sommando età e contributi si raggiunge la quota 97,6.



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