Dopo il successo degli open house di Firenze e di Milano, il 19 marzo 2025 a Torino Lucia Lombardo torna con LE CASE DI LUCY, l’innovativo format immobiliare che trasforma la vendita di una casa in un viaggio artistico e culturale. Non si tratta (ancora) di un format televisivo ma di un’esperienza da vivere in prima persona con la celebre imprenditrice immobiliare: “LA DIMORA DELLA LUNA”, una serata unica per riscoprire l’innocenza e la bellezza dell’infanzia attraverso arte, cinema, musica e poesia. L’evento avrà luogo in una prestigiosa casa in vendita di 270 mq, situata in Corso Giuseppe Siccardi, che ha fatto da cornice alle riprese del film “Incompresa” di Asia Argento. (Ingresso libero su prenotazione chiamando il numero 393 864 4022).
LUCIA LOMBARDO con LE CASE DI LUCY presenta un evento dove la casa del film “Incompresa” di Asia Argento si trasforma in un’esperienza immersiva che trae ispirazione dal celebre Discorso della Luna in cui Papa Giovanni XXIII affermava: “Date una carezza ai vostri bambini, sono la bellezza del mondo”. Un messaggio che invita a riconoscere e proteggere l’innocenza e la purezza dei bambini, considerandoli non solo il futuro, ma anche il tesoro più prezioso e fragile che la nostra società possiede. È un invito a riscoprire la purezza, la meraviglia e la magia dell’infanzia.
L’evento sarà presentato da Giulia Salerno attrice protagonista del film “Incompresa” di Asia Argento e sarà arricchito dalla regia di luci e audio di Mao (Mauro Gurlino), dalla musica del pianista Luca Verri, dalle poesie della Casa della Poesia Torino, e dalle opere della pittrice internazionale Laura Mancarella creando un’atmosfera magica che farà tornare i partecipanti bambini, celebrando l’infanzia con quella purezza che il Papa ha descritto come la bellezza del mondo.
LE CASE DI LUCY è l’innovativo format immobiliare italiano ideato da Lucia Lombardo che si ispira al concetto internazionale di Open House, già affermato con successo in diverse parti del mondo. Diversamente dalle tradizionali agenzie immobiliari, questo approccio trasforma le vendite in autentici eventi, creando un’atmosfera unica fatta di incontri, emozioni e storie. Ogni Open House diventa un’occasione per scoprire non solo una proprietà, ma anche la sua anima. Durante gli eventi, Lucia trasforma ogni immobile in un vero e proprio set cinematografico, arricchendolo con tematiche diverse. Il risultato è un’esperienza immersiva in cui ogni casa diventa protagonista di una storia. Attraverso il suo brand LE CASE DI LUCY, nato in collaborazione con RE/MAX Valori, Lucia dimostra come sia possibile unire arte e mercato immobiliare. L’obiettivo de “La Mary Poppins del mercato immobiliare” è far scoprire agli acquirenti le infinite potenzialità di ogni casa, celebrandola non solo come un semplice investimento, ma come un luogo ricco di vita, calore e creatività.
«Sono molto felice di questo progetto, che mi permette di rompere gli schemi tradizionali legati alla figura dell’agente immobiliare – dice Lucia Lombardo – Non si tratta solo di vendita, ma di un’opportunità per combinare energia, arte e creatività. Per me ogni casa ha un’anima che merita di essere scoperta e vissuta, e il mio obiettivo è che chiunque la visiti possa sentirla, emozionarsi e immaginarsi in quel luogo. Ho scelto di interpretare questo film a modo mio, entrando nel cuore della protagonista, dando voce alla sua tenerezza e celebrando la purezza più autentica della sua innocenza. Come diceva il Papa, i bambini sono la bellezza del mondo, e per questo ho voluto portare questa bellezza in una casa che invita a guardare la luna con gli occhi di un bambino, riscoprendo la meraviglia del mondo che ci circonda».
Cosa vuoi mettere in evidenza in maniera prioritaria con questo format?
Con Le Case di Lucy voglio mettere in evidenza, prima di tutto, l’arte, la creatività e la gioia di fare cose fuori dagli schemi. È un format unico, nato dalla volontà di trasformare ogni vendita in un’esperienza, dove le emozioni diventano protagoniste e gli spazi raccontano la loro anima. Ho creduto in questo progetto fino in fondo, l’ho difeso e costruito con passione, e ora vederlo crescere è una delle soddisfazioni più grandi. Ogni evento è un’opera d’arte vivente, un incontro tra passato e futuro, tra chi ha abitato una casa e chi la farà sua. Non si tratta solo di vendere, ma di raccontare storie, creare connessioni e dare valore agli spazi in modo nuovo. E se nel farlo riesco a trasmettere emozione, bellezza e autenticità, allora so che Le Case di Lucy sta compiendo la sua missione.
Come nasce la collaborazione tra Lucia Lombardo e RE/MAX?
La collaborazione con RE/MAX Valori è nata grazie all’incontro con Romano Francesco Grancagnolo, broker titolare dell’agenzia RE/MAX Valori di Milano, che ha saputo riconoscere il potenziale del mio progetto. Romano ha creduto fin da subito nella mia idea e, con grande entusiasmo, mi ha introdotto nel mondo RE/MAX. Quello che mi ha colpito di questa realtà è la sua capacità di accogliere e valorizzare le iniziative innovative, come la mia, creando un ambiente dinamico dove l’arte, la creatività e il business si intrecciano con naturalezza. Ma ciò che mi ha davvero convinto a unirmi a RE/MAX Valori è la sua filosofia basata su un’etica solida, che guida ogni attività e decisione. RE/MAX non è solo un’azienda che punta ai risultati, ma una realtà che promuove la trasparenza, il rispetto e l’impegno verso il cliente. È una comunità che premia il talento e le idee, e che offre la libertà di esprimere al meglio la propria visione. Con RE/MAX, ho trovato un partner che condivide i miei valori e che ha saputo supportare e far crescere il mio progetto, dando una struttura solida al mio sogno di unire l’immobiliare con l’arte e l’esperienza. Questa collaborazione non è solo un’opportunità professionale, ma una condivisione di ideali e visioni, che ci permette di offrire qualcosa di unico a chi cerca più di una semplice casa: un luogo dove sentirsi davvero a casa.
Chi fa da location scooter?
Nel mio brand Le Case di Lucy, sono io a occuparmi della scelta delle location. Non si tratta solo di trovare una casa da vendere, ma di scoprire un luogo che abbia un’anima, una storia da raccontare, un’energia capace di emozionarmi.
Devo sentire una connessione con lo spazio, percepire il potenziale che può trasformarlo in qualcosa di unico. Ogni casa che scelgo deve trasmettermi un’emozione autentica, perché solo così posso creare un evento che la valorizzi davvero, che la renda viva attraverso l’arte, la musica e la creatività. Per me, non è una semplice selezione: è un incontro. Quando entro in una casa e sento che c’è qualcosa di speciale, so che è quella giusta. E da lì inizia la magia di Le Case di Lucy.
Cosa si aspetta il pubblico che viene a vedere queste case secondo te?
Il pubblico che viene a vedere le case di Le Case di Lucy non si aspetta una semplice visita immobiliare. Si aspetta un’esperienza, un viaggio dentro un luogo che prende vita attraverso l’arte, la musica, la luce e le emozioni. Chi partecipa ai miei eventi sa che entrerà in una casa che non è solo un immobile, ma un’anima da scoprire. Si aspetta di essere sorpreso, di percepire l’atmosfera di quello spazio in un modo diverso, più profondo. Non è solo questione di valutare stanze e metrature, ma di sentire se quella casa può diventare parte della propria storia. Si aspetta autenticità, bellezza e una narrazione che lo coinvolga. Si aspetta di vivere un momento unico, fuori dagli schemi, perché sa che Le Case di Lucy non è mai solo una visita, ma un’esperienza che lascia il segno.
Pensi che dopo la pandemia la scelta e la valutazione della bellezza delle abitazioni sia cambiata?
Sì, dopo la pandemia la percezione della bellezza nelle abitazioni è cambiata profondamente. Le persone non cercano più solo case funzionali, ma spazi che trasmettano emozioni, che facciano stare bene. La casa è diventata un rifugio, un luogo di ispirazione, di lavoro, di connessione con sé stessi e con la propria famiglia. Oggi la bellezza non è solo estetica, ma esperienziale. Si valorizzano di più la luce naturale, gli spazi aperti, il verde, la sensazione di armonia e benessere che un luogo può offrire. Le case che raccontano una storia, che hanno un’anima, attirano molto di più rispetto a quelle standardizzate. Ecco perché un format come Le Case di Lucy ha ancora più senso oggi: perché non si tratta solo di vendere una casa, ma di far vivere un’emozione, di aiutare le persone a immaginarsi in un luogo che può diventare davvero parte della loro vita.
Il mercato immobiliare italiano sembra viaggiare a doppia velocità: metropoli e provincia, che idea ti sei fatta in merito?
Il mercato immobiliare italiano, come giustamente osservi, sembra effettivamente viaggiare a doppia velocità, con una forte differenziazione tra le metropoli e la provincia. Le grandi città come Milano, Roma, Torino e Napoli stanno vivendo una fase di crescita stabile, alimentata da una domanda continua sia da parte di professionisti che di investitori. Qui, la richiesta è spesso legata a spazi moderni, ben collegati, con una forte attenzione alla qualità della vita, al design e alla funzionalità. Le metropoli, infatti, non solo offrono opportunità professionali, ma sono anche epicentri di cultura, innovazione e svago, il che rende l’immobiliare urbano un settore sempre in movimento. D’altra parte, la provincia sta vivendo una fase di riscoperta. In particolare dopo la pandemia, molti italiani hanno iniziato a rivalutare il valore della casa come rifugio, cercando spazi più ampi, tranquilli e immersi nel verde. La domanda di abitazioni nelle aree periferiche è cresciuta, e ciò ha portato a un rinnovato interesse per le case fuori dai centri urbani. Le persone cercano luoghi dove poter vivere in serenità, lontani dalla frenesia delle grandi città, ma non rinunciando comunque a una buona qualità della vita. Inoltre, l’aumento del lavoro da remoto ha contribuito ad accrescere questo fenomeno, dando la possibilità di trasferirsi in luoghi più economici senza rinunciare alla carriera. In questa doppia velocità, il mercato immobiliare italiano si adatta alle nuove esigenze della società, rispondendo alle necessità di chi cerca un posto tranquillo e di chi invece desidera la dinamicità della città. La sfida per i professionisti del settore, come nel caso di Le Case di Lucy, è saper cogliere l’essenza di entrambe le realtà, valorizzando le case non solo come beni immobili, ma come luoghi che possano rispondere alle diverse necessità emotive e pratiche delle persone. Per me, la bellezza delle case non è legata solo alla posizione geografica, ma alla loro capacità di rispondere ai sogni e ai desideri di chi le abita, sia in città che in provincia. La domanda di esperienze immersive ed emozionali, che unisca arte, bellezza e funzionalità, è sempre più forte, e Le Case di Lucy vuole rispondere a questa necessità, creando eventi che raccontano una storia in ogni luogo.
Hai mai pensato di trasporre questi eventi in format televisivi?
Sì, ci ho pensato, e non solo! Ho già depositato il format, e il mio sogno è di portare quello che faccio ogni giorno con Le Case di Lucy al grande pubblico attraverso la televisione. Il mio obiettivo è raccontare la magia che c’è dietro ogni evento, mostrare la preparazione, la passione e la creatività che metto in ogni singolo dettaglio, e far vivere al pubblico l’emozione di vedere come una semplice casa può diventare un’opera d’arte.
Voglio che gli spettatori vedano cosa succede dietro le quinte, il lavoro che il mio staff e io mettiamo in campo per trasformare un immobile in un’esperienza unica e coinvolgente. La preparazione delle location, il coinvolgimento degli artisti, la scelta della musica, la progettazione di ogni dettaglio: tutto questo diventa parte di un format che non solo esplora il mondo dell’immobiliare, ma che lo fa in modo autentico, emozionale e fuori dagli schemi. Penso che ci sia un grande interesse oggi per ciò che accade dietro le quinte, per vedere il lato umano e creativo di un lavoro come il mio. Non si tratta solo di vendere case, ma di raccontare storie, di far vivere luoghi con passione. Un format televisivo potrebbe dare visibilità a questa dimensione del mio lavoro, portando il pubblico a scoprire, in modo coinvolgente e interessante, il lato artistico dell’immobiliare. Spero che questa idea possa trovare spazio nella televisione, perché credo che il pubblico sarebbe affascinato nel vedere come un evento come Le Case di Lucy prende vita, con tutte le sfaccettature che lo rendono unico e speciale.
Foto di Lucia Lombardo: Davide Fronterrè
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